Lo svolgimento delle presidenziali ucraine previste il prossimo 25 maggio è lungi dall’essere scontato. Due milioni di elettori residenti nell’est del paese in preda alle insurrezioni separatiste potrebbero non poter recarsi alle urne.
Lo ha fatto sapere sabato la commissione elettorale, mentre a Kharkiv era in corso la seconda tavola rotonda organizzata sotto l’egida dell’OSCE per trovare una soluzione alla crisi politica. La riunione si è però chiusa senza risultati tangibili.
Durante l’incontro, il premier ad interim Arseni Iatseniuk ha respinto nettamente l’ipotesi di una riforma costituzionale in senso federale (domandata da Mosca e da molti filorussi) che porterebbe a una “feudalizzazione” del paese. La prossima riunione è prevista mercoledì a Cerkasy, nel centro dell’ex repubblica sovietica, ma gli esperti dubitano che potrà avere un esito soddisfacente.
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