Vladimir Putin, sottoposto alle domande di giornalisti e comuni cittadini in occasione dell’annuale trasmissione televisiva di confronto con la gente, ha affermato che l’economia russa sta uscendo dal tunnel imboccato a causa delle penalizzazioni collegate alla crisi ucraina e al crollo del prezzo del petrolio. E sempre a proposito delle sanzioni imposte per punire Mosca, il presidente ha dichiarato di non aspettarsi un allentamento a breve termine; secondo lui occorre quindi sfruttare la situazione per rafforzare la potenzialità del paese e raggiungere un nuovo livello di sviluppo. Restando in tema, il capo del Cremlino ha aggiunto che la reazione occidentale non è ormai più legata a quel che sta succedendo a Kiev e dintorni - dove per altro la Russia sta rispettando gli accordi, all’opposto della controparte - ma ha assunto un carattere politico.
Rivolgendo uno sguardo al di là del Pacifico, il capo dello Stato ha osservato che l’ammontare del debito pubblico statunitense è molto preoccupante per l’intera economia mondiale. Con Washington, ha proseguito, siamo disposti a collaborare, ma non a esserne vassalli.
Ad una domanda concernente l'epoca della guerra fredda, Putin ha risposto riconoscendo che imporre con la forza il modello sovietico all'Europa orientale dopo il secondo conflitto mondiale fu un errore o, per dirla con le sue parole, non fu una buona cosa.
ANSA/AFP/dg
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