Gli imprenditori svizzeri che ricorrono a terzi dovranno essere garanti dei salari e delle condizioni di lavoro praticate dai subappaltatori. In futuro, quindi, gli imprenditori svizzeri saranno garanti delle condizioni contrattuali applicate dalle aziende a cui sono stati affidati i lavori in appalto e subappalto.
Seguendo gli Stati, il Consiglio nazionale, con 104 voti contro 82 e 5 astenuti, ha preso questa decisione affrontando la modifica della Legge sulle misure accompagnatorie agli accordi di libera circolazione.
L'applicazione si limiterà però a quei settori, come l'edilizia, in cui si riscontrano i casi più gravi di dumping salariale. Inoltre le autorità si rifaranno sul committente soltanto nel caso in cui non sarà possibile sanzionare le ditte in subappalto che non rispettano le condizioni salariali minime. Il dossier torna sui banchi della Camera Alta, per pronunciarsi sulla clausola votata dal Nazionale che prevede un periodo di valutazione di cinque anni delle nuove misure.
I due fronti
La responsabilità solidale, che già esiste in 7 altri paesi europei, "è il modo migliore per combattere il massiccio dumping salariale praticato sui cantieri", ha affermato in aula Corrado Pardini (PS), confortato dal ministro Johann Schneider-Ammann ("il paese non può tollerare questa forma di concorrenza sleale per le PMI").
La scelta dei consiglieri nazionali è stata salutata dall'Unione sindacale svizzera e in Ticino dall'OCST ("un balzo nella giusta direzione"). La destra ha tentato invano di opporsi, sostenendo che il meccanismo creerebbe un inutile aumento della burocrazia.
Gallery audio - "Sì" alla responsabilità solidale
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Il servizio di Mattia Serena
RSI Info 05.12.2012, 19:06
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Il servizio di Veronica Alippi
RSI Info 05.12.2012, 19:05








