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Salvini si scaglia contro le sanzioni

Il leader leghista: "Se vogliamo andare avanti con le sanzioni, facciamolo. Ma non vorrei che danneggiassimo noi stessi invece dei sanzionati". Letta (PD): "Sembra di ascoltare Putin"

  • 4 settembre 2022, 15:33
  • 23 giugno, 20:59
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Il leader leghista Matteo Salvini

Il leader leghista Matteo Salvini

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Di: AFP/M. Ang.

Matteo Salvini, leader della Lega, ha suscitato polemiche domenica, mettendo in dubbio l'efficacia delle sanzioni dell'UE contro la Russia per l'invasione dell'Ucraina. "Sono passati diversi mesi e la gente paga le bollette il doppio, o addirittura il quadruplo, e dopo sette mesi la guerra continua e le casse della Federazione Russa sono piene di soldi", ha dichiarato alla radio RTL. "Abbiamo bisogno di uno scudo europeo" per proteggere le imprese e le famiglie, come durante la pandemia di Covid, ha detto il leader di destra in un dibattito alla Casa Europea - Forum economico Ambrosetti a Cernobbio.

"Se vogliamo andare avanti con le sanzioni, facciamolo, vogliamo proteggere l'Ucraina, ma non vorrei che danneggiassimo noi stessi invece dei sanzionati", ha detto. "Le sanzioni funzionano? No. Finora, coloro che sono stati sanzionati stanno vincendo, mentre coloro che hanno messo in atto le sanzioni sono in ginocchio", aveva twittato Salvini il giorno prima. "È evidente che qualcuno in Europa sta sbagliando i calcoli: è essenziale ripensare la strategia per salvare i posti di lavoro e le imprese in Italia", ha dichiarato.

La replica di Letta: "Quando sento Salvini parlare di sanzioni, mi sembra di ascoltare la propaganda di Putin"

Enrico Letta, leader del Partito Democratico (PD), uno dei suoi principali avversari nella campagna elettorale in corso per le elezioni politiche del 25 settembre, ha immediatamente risposto con un tweet: "Non credo che Putin l'avrebbe detto meglio. Si tratta di affermazioni "irresponsabili" che "rischiano di provocare danni gravissimi all'Italia, alla nostra affidabilità e al nostro ruolo in Europa", ha dichiarato alla stampa a margine del forum organizzato sulle rive del Lago di Como. "Quando sento Salvini parlare di sanzioni, mi sembra di ascoltare la propaganda di Putin.

Mi preoccupa che un Paese come l'Italia strizzi l'occhio alla Russia", ha dichiarato Mara Carfagna, ministro per il Sud, che ha lasciato il partito conservatore Forza Italia di Silvio Berlusconi per protestare contro il suo ruolo nella caduta del Governo di Mario Draghi.

I legami di Salvini con la Russia

I legami di Matteo Salvini con Mosca hanno sollevato preoccupazioni in Italia, soprattutto dopo l'invasione dell'Ucraina, con il rischio di ostacolare il suo partito e i suoi alleati di Forza Italia e Fratelli d'Italia (estrema destra) nella campagna elettorale.

Il leader leghista Matteo Salvini tra Antonio Tajani (Forza Italia) e la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni al Forum Ambrosetti

Il leader leghista Matteo Salvini tra Antonio Tajani (Forza Italia) e la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni al Forum Ambrosetti

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Meloni prende posizione a favore di Kiev

Al contrario, Giorgia Meloni, sua partner di coalizione e leader di Fratelli d'Italia, in testa nei sondaggi, ha preso posizioni chiare a favore del sostegno all'Ucraina, delle sanzioni e dell'invio di armi a Kiev. "Se l'Italia non inviasse più armi o partecipasse alle sanzioni, cosa farebbe l'Occidente? Niente, continuerebbe a mandarli", ha detto a Cernobbio davanti a una platea di imprenditori e rappresentanti della finanza internazionale. "Se l'Italia abbandona i suoi alleati, per l'Ucraina non cambia nulla, per noi molto. Una nazione seria che vuole difendere i propri interessi deve avere una posizione credibile", ha detto.

Elezioni italiane, ritratto di Fratelli d'Italia

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