Gli Stati Uniti hanno confermato di aver effettuato venerdì un’ulteriore serie di bombardamenti mirati che, secondo il Pentagono, “hanno permesso di eliminare dei terroristi” in Iraq.
Il primo, eseguito da un drone, ha ucciso un militante dello Stato Islamico (IS) che si serviva di un mortaio mentre durante il secondo quattro caccia hanno neutralizzato un convoglio che si temeva stesse per attaccare delle comunità cristiane a Erbil, la capitale del Kurdistan iracheno.
Sono 150 i Peshmerga, i combattenti curdi, rimasti uccisi da giugno nei combattimenti contro gli insorti sunniti. Sia il Governo regionale, sia i responsabili americani hanno ammesso che questi ultimi sono meglio equipaggiati.
L’arsenale dei jihadisti è composto anche da armi di fabbricazione statunitense, recuperate dalle unità militari irachiene durante la loro avanzata.
ats/reuters/ZZ




