Diversi membri repubblicani del Congresso degli Stati Uniti hanno votato mercoledì contro le direttive di Donald Trump e hanno abrogato i dazi doganali sul Canada: uno smacco per il presidente che aveva minacciato i deputati ribelli durante il voto.
Il testo - accolto con 219 voti contro 211 - deve ora essere approvato dal Senato. Ma anche se venisse accolto, sarà senza dubbio posto il veto da parte del comandante in capo, che ha fatto delle tariffe la pietra angolare della sua politica economica.
Solo una nuova votazione alla Camera dei rappresentanti e l’adozione di una maggioranza di due terzi permetterebbe di superare il veto, cosa quasi impossibile vista la maggioranza attualmente detenuta dai repubblicani in entrambi i rami del Parlamento. La risoluzione ha quindi un significato principalmente simbolico.
Durante il voto Donald Trump ha avvertito che i sei membri del suo schieramento che hanno votato con i democratici “ne subiranno le conseguenze al momento delle elezioni, comprese le primarie”.
“I dazi ci hanno dato sicurezza economica e nazionale e nessun repubblicano dovrebbe essere responsabile della distruzione di questo privilegio”, ha aggiunto nel post sulla sua piattaforma Truth Social.
In un altro post, Trump ha poi attaccato il Canada: “Si è approfittato di noi dal punto di vista commerciale per decenni. È fra i peggiori con cui avere a che fare”.
Lo strappo nell’accordo di libero scambio
L’anno scorso il presidente degli Stati Uniti ha imposto dazi del 35% su molti prodotti canadesi, ma ha ridotto questo tasso per le importazioni di energia e concesso ampie esenzioni per i beni coperti dall’accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Canada e Messico. Il cosiddetto USMCA (United States–Mexico–Canada Agreement) che nel 2020 ha sostituito il precedente NAFTA (North American Free Trade Agreement). Oltre l’85% degli scambi commerciali tra Stati Uniti e Canada rimane esente da dazi doganali secondo i termini di questo accordo.

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Notiziario 12.02.2026, 06:00
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