In Kenya si prospetta l'accusa di omicidio e altri crimini nei confronti di 41 dei 65 sopravvissuti al cosiddetto "massacro di Shakahola", il digiuno forzato dei seguaci della setta guidata dal predicatore Paul Mackenzie. Le persone erano indotte a privarsi del cibo per poter incontrare Gesù.
Sinora le autorità hanno recuperato i corpi di 425 vittime. E il consigliere della pubblica accusa, Jami Yamina, ha dichiarato al magistrato di Mombasa che secondo le indagini i sopravvissuti accusati avrebbero avuto un ruolo decisivo nelle morti dei loro figli e nipoti trovati nelle fosse comuni nella foresta di Shakahola.
"I 41 - ha dichiarato Yamina - sono indagati per omicidio o lesioni colpose, tentato suicidio, crudeltà e negligenza nei confronti dei bambini, mancato accompagnamento a scuola e mencata fornitura di beni di prima necessità senza una valida giustificazione, oltre che per radicalizzazione".

Kenya, strage di fedeli
Telegiornale 02.05.2023, 12:30