Decine di migliaia di persone sono scese in piazza negli Stati Uniti scandendo il nome di Renee Good, la poetessa di 37 anni, madre di tre figli, uccisa mercoledì a colpi di pistola in faccia da un agente federale anti-immigrazione dell’ICE (’Immigration and Customs Enforcement). Le proteste si svolgono in un clima di rabbia diffusa per l’uso della forza nella repressione dell’immigrazione da parte dell’amministrazione Trump.

La manifestazione di protesta a Kansas City del 10 gennaio 2026
Gli organizzatori hanno dichiarato che sono stati pianificati oltre 1’000 eventi in tutti gli Stati Uniti con lo slogan “Ice, Out for Good” (Ice, fuori per sempre), con un riferimento al nome della vittima, Renee Good appunto, uccisa a Minneapolis dove decine di migliaia di persone, nonostante il vento gelido e sferzante, si sono riversate in un parco innevato per avvicinarsi al luogo in cui è avvenuta la sparatoria.
Almeno 30 arrestati dall’immigrazione a Minneapolis
Almeno 30 persone sono state arrestate dagli agenti dell’immigrazione a Minneapolis durante le manifestazioni che si sono svolte nel weekend contro l’uccisione di Renee Good. I video delle forze dell’ordine che entrano con la forza in alcune aute e fermano le persone a bordo sono diventati virali sui social. In particolare in uno si vedono almeno tre agenti bloccare un uomo disarmato con violenza, buttarlo sul sedile e togliergli le scarpe. Mentre un altro intima alla folla che protesta di “andarsene”.
A Philadelphia i manifestanti hanno marciato sotto la pioggia dal municipio alla sede locale dell’ICE, scandendo slogan come “ICE must go” (L’ICE deve sparire) e “No fascist USA” (No agli Stati Uniti fascisti). Altri si sono mobilitati a New York (a Manhattan, diverse centinaia di persone hanno sfilato con cartelli contro l’ICE davanti al tribunale dell’immigrazione dove gli agenti hanno arrestato alcuni migranti dopo le udienze), Washington e Boston, con raduni a cui hanno partecipato centinaia di dimostranti. Gli appelli alla mobilitazione sono stati amplificati anche da Indivisible (nata per opporsi all’amministrazione Trump), una delle organizzazioni promotrici del ‘Weekend per l’eliminazione dell’Immigration and Customs Enforcement e anche delle manifestazioni anti-Trump ‘No Kings’.

Il video realizzato dall'agente dell'ICE mostra gli ultimi istanti di vita di Renee Good - 7 gennaio 2026
I leader Democratici del Minnesota e l’amministrazione del presidente Donald Trump, Repubblicano, hanno fornito versioni diametralmente opposte di quanto accaduto mercoledì a Minneapolis.
Il Dipartimento della Sicurezza Interna, che sovrintende all’ICE, ha sostenuto che l’agente ha agito per legittima difesa perché Good, volontaria in una rete comunitaria che monitora e registra le operazioni dell’ICE a Minneapolis, ha proseguito in direzione dell’agente che le ha poi sparato, dopo che un altro agente si era avvicinato al lato del conducente e le aveva intimato di uscire dall’auto. I funzionari del Minnesota, invece, sulla base dell’esame dei video che hanno registrato l’accaduto, ha contestato la versione del Dipartimento della Sicurezza Interna, definendo gli spari non giustificati, poichè nel video si vede che il veicolo sterza verso destra, allontanandosi dall’agente che spara.
Le tensioni tra governo federale e Stato si sono ulteriormente intensificate giovedì, quando un agente della polizia di frontiera statunitense a Portland, nell’Oregon, ha sparato e ferito un uomo e una donna nella loro auto dopo aver tentato di fermare il veicolo.
Trump ha affermato che entrambe le sparatorie dell’ICE (quella di Minenapolis e quella di Portland) sono state atti di autodifesa contro conducenti che hanno “usato come armi” i loro veicoli per attaccare gli agenti, +ma gli oppositori invitano la popolazione a guardare le prove video registrate e autenticate dai giornali autorevoli come il New York Times.
Sabato un nuovo video ha mostrato gli ultimi istanti di vita della poetessa, un tragico epilogo che molti ritengono potesse essere evitato. “Non ce l’ho con te”. Questa l’ultima frase pronunciata da Renee Good all’agente dell’ICE l’ha uccisa, sparandole tre colpi in faccia.

L'istante in cui l'agente ICE (a sinistra dell'auto, con il braccio teso) spara attraverso il finestrino e uccide Renee Nicole Good a Minneapolis
“In ogni angolo del Paese, la gente è scesa in strada a manifestare la propria rabbia e insofferenza nei confronti dell’ICE, dei metodi brutali della polizia anti-immigrazione, sintomo di un malessere e di un conflitto crescente contro la Casa Bianca”, ha spiegato alle telecamere del Telegiornale il corrispondente della RSI Massimiliano Herber.
“Uno scontro a cui l’Amministrazione Trump non si è sottratta, anzi… dando una lettura unilaterale dell’episodio, accusando a colpi di video la vittima di quanto avvenuto, senza mai mettere in dubbio la legalità dell’intervento dell’agente e tacciando i media di diffondere falsità. Non stupisce più che Trump non inviti alla calma ed esprima cordoglio come facevano i suoi predecessori. Cavalcare lo scontro è una leva politica: giustifica l’emergenza continua in cui si muove la sua Presidenza e i suoi metodi aggressivi; e alimenta lo scontro ideologico in un anno elettorale. Un clima da Far West che… ahimè non sorprende più, che pare destinato a continuare e che - più che dalle piazze - sarà giudicato a novembre alle elezioni di MidTerm”, sottolinea Herber.

Minneapolis, le considerazioni del corrispondente Massimiliano Herber
Telegiornale 11.01.2026, 20:00






