Tre giorni di commemorazione si stanno svolgendo a Kiev per ricordare Maidan. Fra il 18 e il 20 febbraio del 2014, un centinaio di manifestanti perse la vita durante le proteste contro l’allora presidente Viktor Ianukovich, che il 22 si diede alla fuga. Oggi, la strada che collega la piazza dell’Indipendenza al palazzo presidenziale si chiama "Via dei cento eroi del cielo".
Maidan, un anno fa
L’anniversario ha un sapore amaro, con la perdita della Crimea e il conflitto nel sud-est del paese, che ha aggiunto ai 100 del cielo altre 6'000 persone. Nonostante gli accordi di Minsk della scorsa settimana il futuro dell’Ucraina appare più incerto che mai.
"Un problema del mondo intero"
"Non è un problema dell’Ucraina è un problema del mondo intero. Chi può impedire a Putin di annettere ad esempio la Turchia? Se ci provasse quale sarebbe la risposta? Sanzioni? Una riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU? Negoziati? Non è una risposta. Non funziona", dice Mustafa Nayyem, giornalista ucraino di origini afghane, fra i primi a spingere la gente a protestare un anno fa, e ora parlamentare a Kiev.
Mustafa Nayyem
Intervistato da Pierre Ograbek per Modem, spiega come nonostante i problemi, la vita politica è migliorata dopo la rivoluzione. La società civile, spiega, è entrata in Parlamento, che oggi prende le decisioni, a differenza di prima, quando era qualcuno nell’amministrazione che gli diceva cosa doveva votare.
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Modem del 20.02.2015 L'intervista di Pierre Ograbek a Mustafa Nayyem
Dal TG12.30:
RG/ZZ





