L’Ucraina è sul chi vive. A oltre due mesi dalla firma dell’accordo di Minsk e dall’introduzione di un fragilissimo cessate il fuoco mai rispettato integralmente, nel Paese la situazione non sembra lasciar presagire nulla di buono.
Nel Donbass stanno convergendo tutti gli elementi che potrebbero portare a una brusca e violenta ripresa degli scontri. Gli scambi d’artiglieria hanno ripreso d’intensità, in particolare questo fine settimana, lungo la fascia che divide i territori controllati dai governativi da quelli in mano ai ribelli.
Intanto nuovi e importanti rinforzi per gli insorti filo-russi stanno giungendo da est, diversi mezzi armati sono in viaggio dalla frontiera verso Donetsk e Lugansk, molti senza segni distintivi.
Kiev teme eventuali provocazioni, che servire da spunto al Cremlino per l’invio di una forza militare di pace nel Donbass.
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