Sergei Lavrov, salito sabato sul pulpito offertogli dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha condannato l'intervenzionismo statunitense nel mondo.
"Washington ha apertamente dichiarato il suo diritto di usare unilateralmente la forza ovunque per difendere i suoi interessi", ha osservato il capo della diplomazia russa, riferendosi però in particolare a quanto sta succedendo in Iraq e Siria.
"Le interferenze militari sono diventate la norma, malgrado i risultati fallimentari ottenuti", ha proseguito il ministro degli esteri portando ad esempio i casi di Afghanistan e Libia.
AFP/dg
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