Natura e Animali

Selfie con i bradipi: quando la natura è solo contorno

Un nuovo fenomeno social sta mettendo a rischio l’esistenza di questi animali, favorendone il bracconaggio

  • 3 gennaio, 14:50
  • 3 gennaio, 16:53
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  • IMAGO/Dreamstime
Di: Red. giardino di Albert/Christian Bernasconi 

Viviamo in un’epoca in cui il contatto autentico con la natura sembra essere sempre più distaccato e confinato negli schermi dei nostri smartphone. Una tendenza che sembra accentuare quella situazione in cui l’essere umano si sente, in un certo senso, spettatore esterno della natura e non più un elemento integrante dell’ambiente in cui vive e di cui fa parte.

La mania di immortalare ogni istante – cantata anche da Takagi e Ketra ne “L’esercito del selfie” – sta avendo un impatto importante sulla nostra società e non si ferma davanti a nulla: tocca ovviamente anche gli animali selvatici. Così, il desiderio di scattare la foto perfetta per acchiappare qualche like sta trasformando creature fragili come i bradipi in vittime inconsapevoli di un fenomeno globale.

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Il sorriso amaro del bradipo

Alphaville 25.12.2025, 11:45

  • iStock
  • Francesca Rodesino e Alessandra Bonzi

Il bradipo, simbolo di lentezza e calma, è un animale che ha avuto un picco di popolarità grazie alla presenza di Sid nella fortunata serie l’Era Glaciale. E quell’immagine - veicolata a livello mondiale - di un animale simpatico, un po’ impacciato, ma in fondo molto tenero e a cui tutti vogliono un gran bene, è probabilmente anche alla base di un fenomeno diventato virale e che si sta rivelando controproducente per questi animali.

La popolarità del bradipo è infatti ulteriormente cresciuta negli ultimi tempi anche per una particolare conformazione del suo muso, un aspetto che noi umani interpretiamo come un sorriso. Sebbene questa espressione non rappresenti un vero sorriso, la caratteristica ha accentuato l’immagine simpatica e benevola che abbiamo del bradipo, facendolo diventare – suo malgrado – una vera e propria icona nel mondo dei social media, dove la gara a chi scatta la miglior foto in compagnia di un esemplare di bradipo “sorridente” è ormai una realtà.

Sid, il simpatico bradipo dell'Era Glaciale

Sid, il simpatico bradipo dell'Era Glaciale

  • IMAGO/Capital Pictures

Una moda che spinge i turisti a scattarsi il selfie perfetto con un bradipo in braccio, come se fosse un peluche. Ma dietro a quello scatto e allo spasmodico desiderio di qualche like, si nasconde una triste realtà, perché genera un forte stress per gli animali e ne mette a rischio l’esistenza.

Uno studio condotto in Brasile e Perù sui comportamenti tenuti durante le escursioni organizzate per scattarsi un selfie ha dimostrato che un singolo bradipo viene spesso tenuto in braccio da cinque o più persone. Per quasi la metà del tempo l’animale è maneggiato in modo non appropriato e potenzialmente dannoso a causa dei movimenti degli arti e per gli alti livelli di stress generati dalla situazione.

Inoltre, la voglia di soddisfare questo capriccio umano, alimenta un mercato che spesso sfocia nel bracconaggio. Per accontentare la domanda, molti esemplari vengono infatti catturati illegalmente nelle foreste dell’Amazzonia e dell’America Centrale. I bracconieri cercano attivamente i bradipi nella foresta e tagliano i rami su cui si trovano gli animali, separano i cuccioli dalle madri e, per renderli più facili da maneggiare, possono anche mutilarne gli artigli. Tutto questo genera un tasso di mortalità altissimo e un indebolimento delle popolazioni presenti in natura.

Sembra un sorriso, ma un sorriso non è

Sembra un sorriso, ma un sorriso non è

  • IMAGO/Dreamstime

In alcuni paesi in cui vivono i bradipi (come Brasile, Colombia e Costa Rica), le autorità e le ONG locali stanno cercando di combattere il problema con leggi più severe, anche se la sfida è difficile perché il fenomeno è riattizzato dai social media, con un sempre maggior numero di selfie con il bradipo in circolazione.

Una deriva che tocca anche altri animali esotici come il quokka australiano, senza dimenticare che molte altre mode discutibili stanno mettendo sotto pressione diverse specie animali come i paguri, le lontre, i rinoceronti, le tigri, eccetera.

Al mondo esistono sei specie di bradipo che vivono nelle foreste pluviali dell’America centrale e meridionale e che si suddividono in due famiglie diverse: i bradipi a due dita (rappresentati da due specie del genere Cholepus) e i bradipi a tre dita (con quattro specie appartenenti al genere Bradypus). Alcune di queste specie, come il bradipo pigmeo (Bradypus pygmaeus), sono considerate fortemente a rischio di estinzione secondo l’IUCN.

Organizzazioni di conservazione come la Fondazione per la conservazione dei bradipi e altri enti lavorano per proteggere gli habitat e sensibilizzare le comunità locali, ma la sfida è enorme. Se da un lato gli sforzi di conservazione sono indispensabili ed encomiabili, per garantire al bradipo e ad altre specie un futuro sorridente (per davvero) è indispensabile riscoprire il nostro legame con la natura, vivendola con rispetto e non semplicemente come un accessorio.

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