“Dimmi come dormi e ti dirò quanto sei performante”. Inizia così il contributo del giardino di Albert radio di Alessandra Bonzi, e non potrebbe esserci frase più azzeccata per introdurre l’importanza del sonno, soprattutto per gli adolescenti e gli sportivi d’élite. Un terzo della popolazione svizzera soffre di disturbi del sonno, con un aumento del 5% rispetto al 1997. Le donne e i giovani tra i 15 e i 39 anni sono i più colpiti.

Il sonno è indagato da tempo, perfino quello degli astronauti , qui nel 1973 lo scienziato-astronauta Joseph P. Kerwin, a bordo dello Skylab 2 americano, precursore dell'odierna Stazione Spaziale Internazionale
I quattro pilastri del sonno: durata, qualità, regolarità e momento circadiano
Il Professor Ugo Faraguna, medico sonnologo e professore associato all’Università di Pisa, intervenuto dal simposio nazionale Sleep and Sport tenutosi al Centro Sportivo Nazionale della Gioventù di Tenero, ci spiega come il sonno sia basato su quattro pilastri fondamentali: durata, qualità, regolarità e il momento circadiano in cui si dorme. Quest’ultimo aspetto, in particolare, è spesso sottovalutato: dormire dalle 22:00 alle 5:00 non è la stessa cosa che dormire da mezzanotte alle 7:00. Durante l’adolescenza, età critica per il neurosviluppo e l’apprendimento, la preservazione di tutte e quattro queste dimensioni del sonno è cruciale. Il sonno, infatti, gioca un ruolo fondamentale nell’apprendimento motorio e non solo.

L'orologio biologico interno: quando la luce diminuisce aumenta nel cervello la produzione di melatonina, l'ormone che regola il ciclo sonno-veglia
Il jet lag sociale: il nemico silenzioso degli adolescenti
Un concetto chiave emerso dagli studi recenti è il jet lag sociale. Non si tratta del jet lag causato dai viaggi, tra fusi orari diversi, ma di un disallineamento tra i ritmi biologici interni e le esigenze sociali. Gli adolescenti, immersi in una realtà digitale, tendono a “spostare” la giornata nella notte, rimanendo svegli fino a tardi, calamitati dai loro smartphone, tablet e videogiochi. Questo comportamento, unito all’inizio di buon mattino delle lezioni scolastiche, ha un impatto negativo sulle performance sportive e scolastiche. Il Professor Faraguna ha dimostrato, attraverso studi sulla pallacanestro, che gli adolescenti con un cronotipo “gufo” mostrano un peggioramento delle prestazioni al tiro libero durante la settimana scolastica (quando si devono alzare presto), recuperando solo nel fine settimana (quando possono ritardare il risveglio).

Nella descrizione dei cronotipi umani allodole e gufi sono metafore per illustrare chi si addormenta presto e chi invece lo fa tardi
Allodole e gufi: la biologia dietro i ritmi del sonno
Esistono due cronotipi principali: le “allodole”, che si addormentano presto e si svegliano presto, e i “gufi”, che preferiscono tirare tardi e svegliarsi più tardi. Sebbene ci sia una forte componente genetica, è interessante notare come durante l’adolescenza tutti tendano a diventare più “gufi” rispetto all’età adulta. Questo ritardo di fase è fisiologico, spiega il professor Faraguna: “non è ribellione, è biologia”.
Sport come laboratorio sperimentale e l’importanza di adattare gli orari scolastici
Il team del Professor Faraguna ha studiato 93 adolescenti cestisti, analizzando quasi 8000 tiri liberi prima e dopo l’inizio della scuola. I risultati hanno evidenziato che la privazione di sonno colpisce maggiormente coloro che sono ancora nella fase di apprendimento di uno schema motorio, rendendoli più vulnerabili. Chi ha già consolidato l’abilità, invece, subisce meno gli effetti negativi. Questa osservazione, racconta il professor Faraguna, si estende a molti altri ambiti. La si potrebbe applicare alla formazione dei chirurghi: “Per esempio, se due chirurghi, uno in formazione e uno invece più maturo non dormono perché entrambi hanno avuto un’urgenza la notte precedente, chi è che deve operare il giorno dopo? Quello privato di sonno più giovane o quello più maturo? Sembra molto evidente che quello più maturo è meno sensibile alla privazione di sonno rispetto a quello che è ancora nella fase di apprendimento”.

Il tiro libero nel basket è un misto di concentrazione, freddezza e precisione nella riproduzione di un movimento affinato durante gli allenamenti
Il sonno nello sport professionistico: un vantaggio competitivo
L’importanza del sonno sta finalmente emergendo anche nel mondo dello sport professionistico. Il Professor Faraguna, ora consulente di una squadra di calcio di primo piano, racconta come in passato il sonno fosse sottovalutato e gli venivano indirizzati commenti poco carini: “il sonno è una stupidaggine noi dobbiamo concentrarci sull’allenamento, ma chi se ne frega del sonno”. Oggi, invece, la gestione personalizzata del sonno è considerata un fattore cruciale per il recupero, la gestione delle trasferte e, in ultima analisi, per la performance.
il sonno certo non ti può far vincere una partita, ma te la può fare perdere
Ugo Faraguna, professore associato, Università di Pisa








