La donna di nazionalità tedesca, che con la figlia neonata per mesi era stata trattenuta in Siria dal marito, un presunto jihadista svizzero di origine turca, è rientrata a casa sua oggi (giovedì) con la bambina. L'uomo, residente nel canton Turgovia, le aveva inaspettatamente liberate sabato a Reyhanli, al confine fra Siria e Turchia.
La procura di Stoccarda, come riferiscono SRF e Stuttgarter Nachrichten, sta valutando se perseguire l'uomo, che è già indagato dal Ministero pubblico della Confederazione per appartenenza a un gruppo terroristico. Si sarebbe unito al fronte al Nusra, una milizia affiliata ad al Qaida.
pon/ATS



