Il Consiglio Nazionale, nell'ambito della revisione totale della legge sull'alcol, ha respinto, con 114 voti contro 59 e 11 astenuti, il controverso divieto di vendita di bevande alcoliche fra le 22.00 e le 6.00. La Camera Bassa ha inoltre scartato l'idea di un prezzo minimo di vendita, con 121 voti contro 50. E' stata inoltre bocciata la messa al bando dei cosidetti "happy hours".
La Camera del popolo, che pure aveva deciso di aumentare l'imposta per litro di alcool puro, ha così respinto la soluzione richiesta dal Consiglio degli Stati per ridurre i consumi a rischio e tutelare i giovani.
Ha vinto la logica del libero mercato
I partiti borghesi si sono schierati contro le proposte, mettendo in dubbio l'efficacia degli articoli della legge, valutandoli dannosi per il libero mercato. "I ragazzi spesso non conoscono limiti, ma non si può punire tutta la categoria per gli errori di alcuni", anche perché i limiti di età per l'acquisto di alcolici già esistono, ha detto la democentrista agroviese Sylvia Fkückiger-Bäni.
Durante la discussione solo la sinistra si è schierata in favore delle proposte bocciate, pensando soprattutto alla tutela dei giovani. "Il mercato non deve avere la meglio sul buonsenso", ha esortato invano la socialista vodese Ada Marra.
Red.MM
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Il servizio di Roberto Chiesa
RSI Info 19.09.2013, 19:53







