Svizzera

Assassinio di Marie: no alla libertà condizionale per Claude D.

L’uomo, autore dell’omicidio avvenuto nel 2013 e di un altro nel 1998, è stato giudicato non idoneo a uscire dal carcere

  • 2 ore fa
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Mercoledì 25 marzo 2026: Claude D. arriva in tribunale

Mercoledì 25 marzo 2026: Claude D. arriva in tribunale

  • Keystone
Di: ATS/ludoC/FCi 

È stata respinta la richiesta di libertà condizionale per Claude D, l’autore dell’omicidio di Marie avvenuto nel 2013. Lo ha deciso il Tribunale penale di Yverdon (VD). L’uomo aveva già ucciso una donna nel 1998.

Condannato all’ergastolo e a una misura di internamento, Claude D. e la sua difesa non chiedevano espressamente di riottenere la libertà, ma di sospendere la pena a favore di un collocamento terapeutico nell’ospedale-prigione ginevrino Curabilis.

Nella sentenza emessa giovedì, la Corte ha concluso che Claude D. non è “idoneo” alla libertà condizionale. Facendo riferimento ai vari esperti che hanno seguito il condannato, i giudici hanno ritenuto che il suo quadro clinico non sia cambiato negli ultimi anni e che non si possa garantire che si comporti correttamente una volta in libertà.

La Corte ha aggiunto che non spetta a lei pronunciarsi sul luogo in cui Claude D. deve scontare la pena. È infatti in corso un altro procedimento.

Claude D. e il delitto di Marie: un assassino recidivo, aveva già ucciso nel 1998

Il 13 maggio 2013, Claude D. aspettò Marie, 19 anni, all’uscita dal lavoro a Payerne e la costrinse a salire in auto. Claude D. aveva conosciuto Marie su internet due mesi prima: quando lei interruppe la relazione, lui la rapì. La notte seguente la strangolò in un bosco nei pressi di Châtonnaye, nel canton Friburgo. Al momento dei fatti, l’uomo si trovava agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, dopo aver scontato 20 anni di detenzione per l’omicidio, nel 1998, della sua ex fidanzata, che aveva violentato e ucciso in un chalet a La Lécherette — un precedente che aveva sconvolto la Svizzera quando era emerso che poteva ritrovarsi in libertà prima di commettere un altro crimine.

Nel marzo 2016 fu condannato all’ergastolo per assassinio, sequestro di persona, rapimento e costrizione sessuale, con internamento a vita. La condanna divenne definitiva nel 2019, quando il Tribunale federale commutò l’internamento a vita in internamento ordinario.

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02:30

Delitto Marie, internamento a vita

Telegiornale 24.03.2016, 21:00

Claude D. in carcere: insulti, comportamenti violenti e minacce

Come rivelato dalla cellula di inchiesta della RTS, che ha analizzato tutte le decisioni giudiziarie pubblicate fino al novembre 2024, il percorso carcerario di Claude D. è stato segnato da numerose sanzioni disciplinari.

Già nel 2019, pochi mesi dopo la conferma della condanna da parte del Tribunale federale, ricevette un primo avvertimento per aver insultato un’agente di detenzione. Nel 2021 fu sanzionato per insubordinazione e aggressione contro un sorvegliante. L’anno successivo incappò in due nuovi episodi gravi: aveva suggerito a un compagno di cella di accoltellare una dipendente del carcere, e aveva dichiarato — secondo un un altro detenuto— di voler uccidere il direttore della prigione prima di togliersi la vita, fatti che Claude D. ha tuttavia sempre contestato. Quest’ultimo episodio gli valse comunque mesi di isolamento cellulare.

Una perizia psichiatrica del dicembre 2023 ha valutato il rischio di recidiva come “imminente” qualora dovesse stringere un legame con una donna in libertà - una valutazione di esperti, non una sentenza. Da novembre 2024 si trova provvisoriamente agli Stabilimenti della piana dell’Orbe (VD), ma - sottolinea la cellula di inchiesta della RTS - il suo comportamento più recente resta ignoto.

19h30 della RTS del 25.03.2026:
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