In Svizzera le discussioni sulle norme antincendio continuano a tenere banco. Proprio venerdì, da un comitato intercantonale, è arrivata la proposta di vietare in tutto il Paese l’uso di materiale pirotecnico nei locali pubblici. Una decisione è attesa per marzo, ma il calendario non aspetta. Il Carnevale è già alle porte e in alcune città si è scelto di agire subito.
Dopo la tragedia di Crans-Montana, infatti, le reazioni delle autorità cantonali non sono state coordinate. Da un lato, alcuni cantoni romandi e il Ticino hanno introdotto rapidamente divieti all’accensione di fuochi all’interno dei locali; dall’altro, nei cantoni germanofoni si sta ancora valutando il da farsi, con diversi governi cantonali che preferirebbero attendere l’introduzione di norme sul piano nazionale.
Alla vigilia di uno dei momenti festivi più attesi dell’anno, però, anche Basilea Città ha deciso di non aspettare. Il Consiglio di Stato ha approvato un pacchetto di misure per rafforzare la protezione antincendio in vista del prossimo Carnevale. “Non lo stiamo facendo perché c’erano delle lacune, ma piuttosto per la profonda insicurezza che abbiamo avvertito anche in Governo”, ha spiegato la consigliera di Stato Tanja Soland. A preoccupare le autorità sono soprattutto le cantine delle cosiddette “clique”, gli spazi sotterranei in cui gruppi e partecipanti si ritrovano per fare festa. Gli organizzatori saranno innanzitutto invitati a un evento informativo. Poi, ogni cantina verrà ispezionata prima del Carnevale, mentre durante la manifestazione sono previsti controlli casuali. Ma la misura più netta è un’altra: “Ci sarà il divieto assoluto di accendere qualsiasi fiamma”, un principio pensato per ridurre al minimo i rischi negli ambienti chiusi e spesso affollati.
Secondo l’Assicurazione stabili di Basilea Città, non si tratta di reinventare tutto, quanto di far rispettare ciò che già esiste. “Abbiamo analizzato come modificare le cantine per un carnevale più tranquillo e siamo giunti alla conclusione che le regole che abbiamo sono fondamentalmente valide”, ha dichiarato la direttrice Veronika Röthlisberger. Il punto, aggiunge, è “sensibilizzare l’opinione pubblica” e garantire che vengano rispettati due aspetti cruciali, ossia il numero massimo di persone e le vie di fuga libere. In concreto, un cartello all’esterno di ogni cantina indicherà chiaramente quante persone sono ammesse — in generale tra 50 e 100 — e prima e durante il Carnevale si verificherà che il limite venga rispettato. Chi non si adeguerà, dovrà chiudere.
Tra chi vive il Carnevale “dal basso”, la stretta viene letta come un segnale di attenzione più che come un ostacolo. “Penso che sia positivo. Mi rendo conto che il carnevale sta a cuore al governo, quindi sono grato che abbiano preso questa misura per garantire un carnevale senza rischi”, dice Rolf Kunz, capo-cantina del Dupf Club. Misure preventive, dunque, con un obiettivo dichiarato: permettere che la festa possa tornare a essere — anche quest’anno — un momento spensierato per tutti.











