Non deve più essere possibile rinunciare all'espulsione di uno straniero criminale ricorrendo, nella procedura, a un decreto d'accusa. Il Consiglio nazionale ha accolto lunedì, con 126 voti a 54 e 4 astensioni, una mozione in tal senso degli Stati.
Le disposizioni introdotte dopo l'accettazione dell'iniziativa dell'UDC "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati" prevedono che l'allontanamento dalla Confederazione venga formalmente deciso da un giudice. Il ricorso al decreto d'accusa è pertanto escluso.
Eppure, nella pratica, accade che la procedura del decreto d'accusa venga utilizzata quando si intende invocare un caso di rigore, aveva sottolineato il "senatore" Philipp Müller (PLR), presentando la mozione. La rinuncia all'espulsione, conformemente alla volontà del legislatore, dovrebbe invece avvenire soltanto in casi eccezionali.
Il Consiglio federale si è detto disposto a intervenire qualora ne venga constatata la necessità. Se risultasse evidente che la volontà del legislatore non è stata rispettata, il Governo è pronto a proporre un'adeguata modifica della legge, ha dichiarato la ministra di giustizia Karin Keller-Sutter. Secondo l'Esecutivo è tuttavia troppo presto per intervenire.






