L'Associazione Svizzera-Armenia si è detta "costernata e scioccata", dopo aver appreso la nuova sentenza emessa dalla Corte europea dei diritti umani (CEDU) nella vicenda del negazionista turco Dogu Perinçek.
La libertà d'espressione che la Svizzera, secondo la CEDU, ha violato "è essenziale in una società democratica" ma "non è assoluta", commenta giovedì l'organizzazione attraverso un comunicato. Tale libertà, sostiene, non può essere usata per "riscrivere la storia, cercando di negare o giustificare un genocidio, che è il crimine più assoluto".
La lettura della sentenza da parte del presidente della CEDU, Dean Spielmann
A detta dell'associazione, il verdetto della CEDU non rimette tuttavia in discussione la norma contro la discriminazione razziale (articolo 261 bis del Codice penale svizzero), attualmente vigente.
ATS/ARi
Per saperne di più






