I coniugi proprietari del Constellation di Crans-Montana, dove nella notte di Capodanno hanno perso la vita 40 persone a causa di un incendio, sostengono di non avere alcuna responsabilità nella tragedia. Durante gli interrogatori avrebbero infatti affermato che la porta di servizio al pianterreno era stata chiusa a chiave da un dipendente, il quale avrebbe ignorato la loro indicazione di lasciarla aperta. L’uomo, poi rientrato precipitosamente in Francia, avrebbe confidato questo particolare a un altro impiegato.
Dalle stesse audizioni sarebbe inoltre emerso che la proprietaria riteneva spettasse al personale più anziano formare i nuovi assunti sulle misure di sicurezza. Una visione che contrasta però con quanto indicato dall’ordinanza federale sulla prevenzione degli infortuni. L’articolo 6, infatti, stabilisce chiaramente che è il datore di lavoro a dover informare e istruire i dipendenti sui rischi d’incendio, sulle misure di protezione, sulle procedure di evacuazione e sull’uso delle attrezzature antincendio.
Secondo un ex dipendente ascoltato dalla cellula investigativa della RTS, tali istruzioni non sarebbero mai state fornite al Constellation. L’uomo riferisce inoltre che il proprietario gli avrebbe detto che la porta di servizio doveva rimanere chiusa, in contrasto con quanto affermato durante gli interrogatori.
L’avvocata dei genitori della cameriera deceduta nel rogo intende far leva proprio sull’ordinanza federale. A suo avviso, i proprietari erano tenuti a garantire la sicurezza di tutti i presenti quella sera e a tutelare la salute dei propri dipendenti. In particolare, sottolinea come fosse loro responsabilità verificare che le uscite di emergenza fossero libere, fornire un’adeguata formazione al personale e vietare l’uso di dispositivi pirotecnici pericolosi in un locale sotterraneo.
Contattati, gli avvocati della coppia proprietaria non hanno voluto commentare né fornire la loro interpretazione dell’ordinanza federale.






