Il Consiglio federale vuole salvaguardare l’insegnamento delle lingue nazionali, elemento ritenuto centrale della coesione nazionale. Le decisioni di alcuni Cantoni, che allontanandosi dal modello definito dal concordato HarmoS del 2009 e dalla strategia linguistica del 2004 intendono eliminare il secondo idioma nazionale dal programma delle scuole elementari, hanno indotto il Governo a elaborare una modifica dell’articolo 15 della legge sulle lingue per ostacolare quella che è ritenuta una minaccia alla comprensione fra le diverse comunità linguistiche del Paese.
Ad essere minacciato, concretamente, è il francese in alcuni cantoni della Svizzera tedesca: hanno accolto mozioni per spostarlo alle medie i Parlamenti di Zurigo, San Gallo e Svitto.
Sono due le varianti elaborate nella seduta di venerdì del Consiglio federale e messe in consultazione fino al 5 ottobre. La prima sancisce l’attuale soluzione HarmoS, con l’insegnamento di due lingue straniere a partire dalle elementari (una nazionale più l’inglese), mentre la seconda fissa uno standard minimo, imponendo un secondo idioma nazionale dalle elementari fino alla fine del livello secondario I, ovvero della scuola media.
“Se i Cantoni si atterranno alla strategia linguistica esistente senza prendere decisioni divergenti, il Consiglio federale rinuncerà a sottoporre al Parlamento la modifica della legge sulle lingue”, si legge in un comunicato. In caso contrario, un intervento si imporrebbe.

Francese alle elementari, Governo pronto a intervenire
Telegiornale 12.06.2026, 20:00

Una seconda lingua nazionale a scuola, per legge
SEIDISERA 12.06.2026, 18:00
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Notiziario
Notiziario 12.06.2026, 14:00
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