Dalla Svizzera romanda giunge una minaccia di referendum contro la nuova convenzione di doppia imposizione sulle successioni, siglata tra Svizzera e Francia la scorsa settimana. L'accordo, che deve ancora essere ratificato dalle Camere, è osteggiato da alcuni deputati di centro e di destra: "E' sfavorevole alla Confederazione"
La nuova intesa consentirebbe alla Francia di tassare i cittadini residenti sul suo suolo, deducendo l'imposta sulle successioni pagata in Svizzera; un’imposta che però molti cantoni non prevedono e che di conseguenza sarebbe riscossa da Parigi.
Un esempio concreto
Per Caroline Gueissaz (PLR), le regole imposte dalla nuova intesa sono "assurde ed esproprianti". La neocastellana ha citato l'esempio di uno svizzero residente in Francia che, ereditando dai genitori, a Neuchâtel, una casa da 850'000 franchi, dovrebbe pagare a Parigi 156'000 euro di tasse (in Svizzera, poco più di 25'000 franchi).
Opposizione "multipartitica"
"La Convenzione è contraria al federalismo e allo Stato di diritto", ha affermato oggi a Losanna il deputato liberale-radicale vallesano Philippe Nantermod, accompagnato da una decina di rappresentanti di diversi cantoni, del suo partito, ma anche di PPD, UDC, Verdi liberali, MCG e PBD.
(red. MM/txt)
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Il servizio di Giovanni Marci
RSI Info 17.07.2013, 21:42






