È stato ben accolto in consultazione il progetto del Consiglio federale volto a facilitare l’accorso alle prestazioni dell’assicurazione infortuni alle persone vittima di violenza sessuale in stato di incoscienza (per esempio perché drogate) oppure prive di discernimento. Solo l’UDC si è detta contraria.
Secondo i democentristi il progetto costituisce “una soluzione speciale incompatibile con il sistema vigente”. Il partito teme che l’estensione delle prestazioni comporti un aumento dell’onere amministrativo e dei costi. L’UDC chiede anche di non versare prestazioni in assenza di denuncia penale.
Il PLR, il Centro e la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali accolgono invece favorevolmente la modifica di legge. Il Centro definisce l’attuale situazione presenta “una lacuna inaccettabile del diritto vigente”, sostenendo che non dovrebbe fare alcuna differenza se uno stupro avviene mentre la vittima è cosciente o in uno stato che le impedisce di opporre resistenza.
Attualmente, la legge considera infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la salute fisica, mentale o psichica o provochi la morte. Tuttavia, alcune aggressioni sessuali commesse ai danni di persone sotto l’effetto di una sostanza chimica non soddisfano questi criteri, poiché la vittima non è in grado di provare che si è trattato di un atto improvviso.










