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Le lettiere per gatti pesano sulle discariche

Ogni anno in Svizzera 55’000 tonnellate di lettiera minerale finiscono tra i rifiuti. Le alternative vegetali potrebbero ridurre il problema

  • 43 minuti fa
Secondo l'esperta, i gatti non sono così esigenti riguardo al materiale della lettiera

Secondo l'esperta, i gatti non sono così esigenti riguardo al materiale della lettiera

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Di: Léa Burger (SRF), articolo originale - sf, adattamento in italiano

Molti proprietari di gatti non sono consapevoli dell’impatto ambientale delle lettiere a base di argilla. “È comprensibile: si tratta di un prodotto d’uso quotidiano sul quale raramente ci si ferma a riflettere” spiega Matthias Muff, ricercatore della Scuola universitaria professionale di Berna.

Al momento dell’acquisto, spesso si sceglie il prodotto più economico e, se funziona bene, non c’è motivo per cambiare abitudine.

Il principale problema è lo smaltimento

Il 42enne, insieme a due colleghe della SUP di Berna, ha analizzato la filiera delle lettiere minerali. La bentonite, l’argilla utilizzata nella maggior parte dei prodotti, viene estratta in miniere situate ad esempio in Canada, Cina o Turchia. Successivamente il materiale viene essiccato e frantumato, processi che comportano consumi energetici ed emissioni di CO₂.

A ciò si aggiunge il trasporto su lunghe distanze fino ai mercati di consumo, compresa la Svizzera. Ma l’aspetto più problematico riguarda la fase finale del ciclo di vita del prodotto: la bentonite non è combustibile. Quando la lettiera viene gettata con i rifiuti domestici, il materiale sopravvive all’incenerimento e si ritrova nelle scorie residue degli impianti di termovalorizzazione, che devono poi essere depositate in discarica.

Espresso (Radio SRF 1, 29.06.2026, 8:10)

Decine di migliaia di tonnellate ogni anno

A prima vista il problema può sembrare marginale, ma le quantità in gioco sono considerevoli. Secondo l’Associazione svizzera dei gestori degli impianti di valorizzazione dei rifiuti, ogni anno circa 55’000 tonnellate di lettiera minerale finiscono negli impianti di incenerimento.

“Equivale al volume di circa cento case unifamiliari completamente piene” spiega Bettina Blatter, che studia gestione ambientale e delle risorse assieme a Muff e a Silke Roth. Un’altra immagine efficace, aggiunge, è quella di circa 25 piscine olimpioniche oppure di 850 vagoni merci colmi di materiale da smaltire ogni anno.

Secondo l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), questa quantità rappresenta circa il 7% delle scorie prodotte annualmente dagli impianti svizzeri di termovalorizzazione e successivamente conferite in discarica.

Il problema è che gli spazi disponibili non sono illimitati. In diverse regioni del Paese, e in particolare nella Svizzera romanda, la capacità delle discariche si sta riducendo. L’UFAM stima che, a seconda del sito, le riserve disponibili possano essere sufficienti ancora per una decina d’anni o anche meno, rendendo necessario individuare nuove aree di deposito.

Un compito tutt’altro che semplice, sottolinea Roger Müller, responsabile del dossier discariche presso l’UFAM. I progetti per nuovi siti incontrano spesso opposizioni e finiscono davanti ai tribunali. “La popolazione difficilmente accetta di avere una discarica nelle vicinanze” osserva. Da qui l’importanza di ridurre il più possibile il materiale destinato allo stoccaggio finale.

L’alternativa: le lettiere vegetali

Una possibile soluzione esiste già da anni. Le lettiere prodotte con fibre di legno o residui di cereali, ad esempio, sono combustibili e possono quindi essere incenerite negli impianti di termovalorizzazione, contribuendo anche alla produzione di calore.

Molti consumatori però non ne sono a conoscenza oppure esitano a cambiare prodotto per timore che il gatto non si adatti. Secondo la veterinaria comportamentalista Marianne Furler, queste preoccupazioni sono spesso eccessive: “I gatti non sono così esigenti riguardo al materiale della lettiera. Molto più importante è il contesto in cui viene utilizzata”.

Consigli per cambiare lettiera

Per facilitare il passaggio a una lettiera vegetale, è importante assicurarsi che il gatto disponga di una toilette adeguata. Secondo Furler, alcuni accorgimenti possono rendere il cambiamento più semplice:

- Prevedere sempre una lettiera in più rispetto al numero di gatti presenti in casa. Molti felini preferiscono infatti separare il luogo in cui urinano da quello in cui defecano.

- Scegliere cassette ampie, idealmente di almeno 50 x 70 centimetri, aperte nella parte superiore e collocate in un luogo tranquillo ma facilmente accessibile.

- Pulire la lettiera ogni giorno.

- Per invogliare il gatto a utilizzare il nuovo materiale, si può spruzzare un po’ di valeriana sulla lettiera vegetale: il suo odore è generalmente molto apprezzato dai felini e può aiutarli ad accettare il cambiamento.

Restano alcune differenze pratiche. Le lettiere tradizionali a base di argilla sono generalmente molto assorbenti e tendono a restare meno attaccate al pelo. I prodotti vegetali possono comportarsi diversamente a seconda della composizione, ma con un po’ di pazienza è possibile trovare un’alternativa adatta alle esigenze dell’animale e del proprietario.

Anche sul fronte dei costi le apparenze possono ingannare. Le lettiere minerali risultano spesso meno care se si guarda il prezzo al chilogrammo. “Il dato davvero rilevante è però il volume necessario” precisa Muff. “Considerando la quantità effettivamente impiegata, le lettiere vegetali possono rivelarsi più convenienti nel lungo termine”.

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