Le 20'000 economie domestiche che in Svizzera non hanno né radio né televisione potranno continuare a non pagare il canone durante una fase transitoria. Con 110 voti contro 74, il Nazionale ha mantenuto oggi (giovedì) questa sola divergenza con gli Stati nell'ambito della revisione della legge sulla radiotelevisione.
Il testo, che prevede a lungo termine l'obbligo generalizzato di versare la tassa di ricezione (che dovrebbe così scendere da 462,40 a non più di 400 franchi), appare però sempre più minacciato.
Vi si oppone l'UDC, mentre i Verdi pongono il mantenimento dell'esenzione temporanea quale condizione per il loro appoggio. Soprattutto, però, non ne vuole sapere il mondo economico, perché non è stata accolta la proposta di esonerare le imprese. L'Unione svizzera delle arti e mestieri ha già preannunciato un referendum nel caso la riforma superasse lo scoglio dell'incerta votazione finale. Prossima tappa, martedì alla Camera dei cantoni.
pon/ATS
RG 12.30 11/09/2014 Il servizio di Monica Fornasier
RSI New Articles 11.09.2014, 15:34
Contenuto audio







