Svizzera e Italia sono di nuovo faccia a faccia per tentare di fare passi in avanti verso un accordo in materia fiscale. Venerdì mattina, a Davos, la direttrice del dipartimento federale delle finanze, Eveline Widmer-Schlumpf , ha incontrato il suo omologo italiano, Fabrizio Saccomanni . Una trattativa complessa, che riguarda questioni fiscali ma anche economiche come le black list e i frontalieri.
Un incontro che arriva a poche ore dalla presentazione da parte del Governo italiano, nel pomeriggio, del piano per favorire il rientro dei capitali detenuti all’estero e non dichiarati al fisco. Un sistema basato sull’autodenuncia, ha spiegato il premier Enrico Letta , ben diverso dagli scudi fiscali del passato. (Ascolta la dichiarazione a lato)
L'ottimismo di Saccomanni
L'accordo tra l'Italia e la Svizzera per la tassazione dei capitali esportati illegalmente verso l'estero è "vicino" e i colloqui con la ministra delle finanze elvetica sono andati "bene, ma non posso dare una data precisa per chiudere", ha dichiarato da Davos il ministro dell'Economia italiano Fabrizio Saccomanni secondo il quale alla base di ogni accordo deve esserci la normativa italiana sulle autodenunce e lo scambio di informazioni. Pollice verso da Roma, invece, per quanto riguarda un eventuale intesa con Berna sul sistema Rubik, di trattenuta alla fonte.
Saccomanni, nessun condono
In caso di collaborazione volontaria, la sanzione amministrativa, ha spiegato inoltre il ministro, sarà ridotta di un quarto e fino alla metà se i capitali sono stati esportati dall'Italia a Stati dell'Unione europea o aderenti al programma di scambio effettivo delle informazioni. Sul fronte penale non sarà invece perseguito il reato di omessa dichiarazione dei redditi, mentre la pena sarà ridotta della metà per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.
Red.MM
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Contenuto audio
Le dichiarazioni di Letta
RSI Info 24.01.2014, 07:41
RG 12.30, il servizio da Coira di Luca Fasani
RSI Info 24.01.2014, 13:39
RG 12.30, la corrispondenza da Roma di Claudio Bustaffa
RSI Info 24.01.2014, 13:39
RG 18.30, l'intervista di Luca Fasani a Eveline Widmer-Schlumpf
RSI Info 24.01.2014, 19:31
La reazione di Paolo Bernasconi
La fuga dei capitali italiani in Svizzera finirà “prestissimo”, stando a quanto dichiarato al quotidiano italiano La Stampa dall’ex procuratore pubblico ticinese Paolo Bernasconi, uno dei massimi esperti del settore finanziario. Bernasconi sostiene che il Governo italiano sta lavorando bene al dossier. Quanto agli scudi fiscali istituiti in passato, crede che “in Italia siano tornati pochi milioni”. Ma ora per gli evasori “non ci sarà più scampo”, spiega, perché “dal 2013 c’è una grossa novità: la punibilità del riciclaggio del provento da frode fiscale. Questa norma, imposta dall’Ocse, entrerà in vigore nel 2016”.









