Otto cittadine tedesche, affiliate all'autoproclamato Stato islamico (IS), e i loro 23 figli hanno fatto rientro in Germania dalla Siria. Si tratta della più importante operazione di questo genere intrapresa dal Governo di Berlino.
"I figli non hanno responsabilità per la loro situazione (...) Le madri dovranno rispondere delle loro azioni di fronte alla giustizia penale", ha dichiarato in una nota diffusa giovedì il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas, precisando che molte di loro sono state poste in detenzione dopo l'arrivo in Germania.
Le persone rimpatriate erano prigioniere in un campo di Roj, nel nord-est della Siria, sotto controllo curdo. Stando a ricostruzioni di stampa alcuni rappresentanti del ministero degli esteri tedesco e della polizia criminale sono giunti in Siria ieri, mercoledì, a bordo di un velivolo militare statunitense. L'aereo è quindi ripartito con le donne e i loro figli alla volta del Kuwait. Quindi, l'imbarco su un altro aereo diretto a Francoforte e arrivato a destinazione in serata.
Le rimpatriate hanno età comprese fra i 30 e i 38 anni e sono originarie di varie regioni della Germania. Nei confronti di sei di loro sono stati spiccati mandati d'arresto. In tre casi, i più gravi, i mandati sono stati emessi dalla procura federale di Karlsruhe, che ha la competenza in materia di terrorismo.






