Svizzera

Giovani reclutati sui social per furti, coinvolti anche svizzeri

Secondo fedpol dal 2025 alla fine del mese scorso sono stati identificati almeno 360 “soldati” reclutati, tra cui dieci giovani confederati. L’età media è di 21 anni; il più giovane autore noto ne aveva 14

  • 56 minuti fa
Un'immagine scattata a Camorino, dove ha avuto luogo uno dei furti

Un'immagine scattata a Camorino, dove ha avuto luogo uno dei furti

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Di: ATS/Spa 

Ultimamente si sono moltiplicati i furti con scasso nei negozi di armi in Svizzera. Nella maggior parte dei casi sono all’opera bande internazionali. I reati, commessi per lo più da giovani, fanno parte di un fenomeno più ampio nell’ambito della criminalità organizzata internazionale, che ha ormai raggiunto anche la Svizzera, come dimostrano i dati dell’Ufficio federale di polizia (fedpol).

Solo da gennaio di quest’anno, ha indicato l’Ufficio federale di polizia all’agenzia di stampa Keystone-ATS, sono stati registrati 23 casi di furti con scasso - riusciti o tentati - in negozi di armi. Fedpol registra un aumento dei casi già dall’anno scorso.

Un aspetto interessante è che, secondo quanto reso noto dalle forze di polizia, in quasi tutti i casi all’origine dei furti vi sono bande di ladri provenienti da altri paesi, in particolare dalla Francia.

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Telegiornale 04.07.2026, 12:30

Fedpol dispone di indizi secondo cui le armi rubate in Svizzera vengono trasferite nel paese limitrofo, dove vengono poi presto utilizzate in scontri violenti tra gruppi rivali. Dalle indagini in corso emerge che questi gruppi hanno acquisito maggiore forza negli ultimi anni. Allo stesso tempo agiscono “in modo sempre più incline alla violenza, più propenso al rischio e più professionale”.

Parallelamente ai furti di armi, secondo fedpol dallo scorso anno si stanno moltiplicando anche i furti di auto di lusso in carrozzerie. Inoltre, soprattutto nella regione di Ginevra, si è registrato un aumento dei tentativi e dei casi consumati di “homejacking”, ossia l’aggressione da parte di criminali di persone nelle loro abitazioni, con l’obiettivo di sottrarre denaro, gioielli o automobili. Secondo l’autorità anche questi delitti sono attribuibili in gran parte a gruppi criminali provenienti dalla Francia.

Sempre secondo l’Ufficio federale di polizia, i vari reati sono da attribuire al fenomeno del “Crime-as-a-Service” (CAAS): un modus operandi a cui ricorrono sempre più spesso soprattutto organizzazioni criminali francesi.

Il reclutamento soprattutto tramite Snapchat

Nei casi che riguardano la Svizzera il reclutamento avviene per lo più tramite Snapchat; video promozionali si trovano però anche su TikTok e Telegram. Vengono utilizzati in modo mirato il linguaggio giovanile, emoji e meme. Secondo fedpol i tentativi di reclutamento riguardano ormai anche giovani svizzeri: sono stati segnalati casi, tra l’altro, nei cantoni di San Gallo e Zurigo.

I responsabili della logistica assicurano quindi che siano disponibili le risorse logistiche necessarie per il delitto, come veicoli, attrezzi, contatti o mezzi finanziari. L’esecuzione del reato viene poi affidata ai “soldati” reclutati, a cui vengono promesse somme di denaro che vanno da 500 a ben oltre 10’000 euro.

Chi sono i “soldati”?

Secondo l’Ufficio federale di polizia i “soldati” sono “per lo più minorenni o giovani adulti inesperti, senza legami diretti con un’organizzazione criminale”. Nella Confederazione vengono impiegati quasi esclusivamente uomini.

I giovani vengono di norma obbligati a filmarsi mentre commettono il reato; il materiale serve poi come strumento di propaganda per ulteriori reclutamenti oppure viene utilizzato per ricatti e per costringere a commettere altri crimini. Se i “soldati” non riescono a portare a termine con successo l’incarico vanno incontro a ritorsioni da parte dei reclutatori.

Sempre stando a quanto riferito da fedpol, da gennaio possono essere attribuiti al fenomeno CAAS “circa 300-350 casi in Svizzera”. La maggior parte riguarda furti con scasso di veicoli - o relativi tentativi - in officine. Anche singoli furti con scasso in gioiellerie o rapine potrebbero essere attribuiti al CAAS.

Secondo i dati di fedpol dal 2025 alla fine del mese scorso sono stati identificati almeno 360 “soldati” reclutati, tra cui dieci giovani svizzeri. L’età media è di 21 anni; il più giovane autore noto ne aveva 14.

Come reagiscono le autorità al fenomeno?

 Le attività criminali dei gruppi francesi e la relativa strategia del “Crime-as-a-Service” devono essere contrastate a lungo termine, ha spiegato fedpol a Keystone-ATS. A tal fine la Confederazione e i Cantoni hanno istituito una task force operativa nazionale nell’ambito dell’Associazione dei capi di polizia giudiziaria dei Cantoni svizzeri (ACPGS) .

La direzione generale e la conduzione operativa sono ufficialmente affidate, dall’inizio di maggio, a fedpol e alla polizia cantonale di Zurigo. L’attenzione è rivolta in particolare all’identificazione, allo smantellamento e alla repressione delle strutture criminali responsabili. Attualmente partecipano alla task force anche l’UDSC e le polizie cantonali di San Gallo, Argovia, Berna e Neuchâtel.

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