Pandemie e penurie di elettricità rimangono i rischi più significativi per la Svizzera. È quanto emerge dall’analisi su catastrofi e situazioni d’emergenza pubblicata lunedì dall’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP).
La classifica degli scenari è elaborata sulla base di due criteri: la probabilità che un evento si verifichi e la gravità delle sue conseguenze su persone, ambiente, economia e società. Tra gli scenari analizzati, il conflitto armato è considerato quello con il maggior potenziale distruttivo, pur essendo ritenuto poco probabile.
Il documento viene aggiornato ogni cinque anni e ha lo scopo di fornire alle autorità una base solida per pianificare la risposta a diversi scenari di rischio.
I rischi maggiori per la Svizzera
Pandemie e penurie elettriche sono di gran lunga i rischi maggiori e combinano, entrambe, una relativamente alta probabilità di verificarsi con la capacità di causare ingenti danni sociali ed economici.

Il rischio viene determinato attraverso due fattori: la gravità dei danni potenziali e la probabilità che un evento si realizzi. È proprio questa combinazione a collocare pandemie e penurie di elettricità in cima alla graduatoria.
Secondo le stime del rapporto, una pandemia potrebbe presentarsi mediamente ogni 30 anni, con danni aggregati nell’ordine dei 500 miliardi di franchi. Una penuria elettrica potrebbe verificarsi con la stessa frequenza, causando danni di poco inferiori ai 100 miliardi.

La matrice frequenza / danni dei pericoli non intenzionali
I pericoli vengono suddivisi in due categorie: non intenzionali e intenzionali. Tra i rischi non intenzionali, anche terremoti e incidenti a centrali nucleari si distinguono per l’entità potenziale dei danni, pur essendo considerati poco probabili: i primi potrebbero verificarsi circa una volta ogni mille anni, i secondi una volta ogni milione. I danni sarebbero tuttavia considerevoli: oltre 100 miliardi di franchi per un terremoto, un po’ meno di 100 per l’incidente in una centrale. All’opposto, penuria di petrolio e incendi boschivi figurano tra i rischi più frequenti (rispettivamente ogni 10 e ogni 12 anni circa) ma con un impatto economico nettamente inferiore al miliardo di franchi.

La matrice frequenza / danni dei pericoli intenzionali
Sul fronte dei pericoli intenzionali, la guerra è lo scenario più preoccupante: ritenuto poco plausibile dagli analisti (circa 1,5 punti su una scala da 1 a 5), comporterebbe però danni stimati per oltre 500 miliardi di franchi. Gli attentati con uso di tossine si collocano invece agli antipodi: più plausibili (3,5 punti), ma con conseguenze economiche più contenute, diverse centinaia milioni di franchi.
Cosa è cambiato rispetto al passato
Quelli citati sono solo alcuni dei pericoli individuati dall’Ufficio federale della protezione della popolazione. Gli analisti ne hanno identificati in totale 44. Tre sono nuovi: forte pioggia con ruscellamento superficiale, considerato poco probabile e con danni dal valore di circa un miliardo di franchi; la valanga di roccia, anch’esso poco probabile ma con un potenziale di danno nell’ordine di decine di miliardi di franchi; e la penuria di gas naturale, ritenuta poco probabile e con conseguenze di circa 1 miliardo di franchi.
Rispetto all’analisi di cinque anni, sei pericoli sono ora considerati più rischiosi: le tempeste, le piene idriche, la siccità, l’interruzione di corrente, la pandemia e l’afflusso in massa di persone in cerca di protezione.
Al contrario, le ondate di calore, la caduta di un aeroplano e l’interruzione della telefonia mobile sono stati ridimensionati. Anche la penuria elettrica risulta meno allarmante rispetto a cinque anni fa — pur mantenendo un livello di rischio molto elevato — grazie alle numerose misure adottate nel frattempo per gestire meglio questa eventualità.
Per tutti gli altri pericoli, il livello di rischio rimane stabile.
Come l’analisi dei rischi cambia il Paese
L’analisi nazionale dei rischi non è un documento puramente teorico. In ambito sanitario, su scala nazionale, gli scenari hanno già permesso di stimare il numero di vittime attese in diversi tipi di eventi, di definire le ripercussioni sull’assistenza in situazioni eccezionali e di sviluppare misure concrete per un piano d’azione nazionale. Come sottolinea l’incaricato della Rete nazionale medicina delle catastrofi (KATAMED) Tenzin Lamdark, “gli scenari ci hanno permesso di illustrare in modo comprensibile le sfide della medicina delle catastrofi in Svizzera”.
L’analisi dei rischi non influenza solo la gestione dei rischi a livello nazionale, ma tocca a cascata anche Cantoni, Comuni ed imprese. “Gli scenari ci aiutano a organizzare meglio la collaborazione in caso di un evento”, ha dichiarato Patrick Wittwer, head of security delle FFS sull’opuscolo. “Per l’aggiornamento della nostra analisi cantonale dei rischi ci siamo avvalsi di tutti i prodotti dell’analisi nazionale: dal catalogo alla metodologia”, ha detto invece Pascal Porchet, capo dell’Ufficio del militare e della protezione civile del Canton Grigioni, esempio concreto di come l’analisi nazionale trovi applicazione a livello locale.
L’analisi completa
L’UFPP ha elaborato l’analisi nazionale dei rischi in stretta collaborazione con numerosi specialisti del mondo scientifico, dell’economia privata e del settore pubblico. L’approccio basato su scenari e l’elevato numero di partecipanti garantiscono risultati consolidati.
Radiogiornale 02.03.2026 delle 09.00
- Catastrofi e situazioni d'emergenza in Svizzera 2025
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