Svizzera

Il Vallese e le accuse di deresponsabilizzazione

Dopo la tragedia di Crans-Montana, i media svizzero tedeschi hanno rivolto rimproveri alle istituzioni del cantone, parlando di omertà e clientelismo - Il presidente dell’Esecutivo vallesano ha risposto alle critiche

  • 2 ore fa
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Tragedia di Crans-Montana, il cantone risponde alle critiche

Telegiornale 12.01.2026, 20:00

Di: Telegiornale - Lidia De Bernardi/M.Mar. 

“Il paese del dolore e della colpa”. Si intitola così un commento pubblicato sulla Neue Zürcher Zeitung (NZZ) giovedì scorso, il quale afferma che storicamente il Vallese ha faticato ad assumersi le responsabilità delle tante catastrofi che vi si sono verificate. A scrivere il testo è stato Samuel Burgener, giornalista vallesano di lingua tedesca, il quale giustifica il suo scritto come atto per stimolare la riflessione.

“Non so se in Vallese ci sia più omertà che in altri cantoni”, spiega Burgener al Telegiornale. “Siamo una zona periferica, con una forte tradizione cattolica”, continua, “i villaggi sono piccoli: e quindi c’è un forte controllo sociale e un grande rispetto, storicamente, verso le autorità”; persone come il prete, il maestro o il politico. Questo, secondo il giornalista, creerebbe una cultura del silenzio.

La NZZ non è stata l’unica testata ad aver attaccato il Cantone. Dopo la tragedia di Capodanno, i media svizzero tedeschi non hanno risparmiato le critiche al Vallese, accusandolo, inoltre, di clientelismo. Attacchi che sono arrivati anche ieri sera e a cui Mathias Reynard, presidente del Governo vallesano, ha tenuto a rispondere. “L’arroganza di certi media svizzero tedeschi in questo periodo non è all’altezza della situazione”, osserva il presidente, parlando di pregiudizi. Reynard ammette che vi siano alcuni casi di clientelismo, i quali vanno combattuti ma, a suo parere, mettere in discussione l’operato di tutte le persone che hanno ruoli di responsabilità “non aiuta a stabilire la verità”.

Burgener pensa invece che, essendo lui stesso vallesano, sia corretto criticare il suo territorio. “Il classico vallesano che adesso rifiuta le critiche dall’esterno sbaglia; i media svizzero tedeschi sono molto duri, è vero, ma a ragione”, chiosa. Per questo motivo bisogna affrontare la realtà: “Le autorità hanno commesso degli errori”.

Nonostante ciò, Reynard dichiara la sua fiducia nelle istituzioni vallesane. “Adesso tocca alla giustizia decidere come proseguire”, come la tanto ventilata possibilità di nominare un procuratore straordinario. “C’è molta pressione, e anch’io mi aspetto dei risultati”. Anche perché, in questo momento, le pressioni, soprattutto dall’estero, sono molto forti.

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