Il dollaro è debole, ma non abbastanza per convincere gli svizzeri a visitare gli Stati Uniti. “Prevediamo un calo degli arrivi dalla Confederazione nel 2026, dell’ordine del 20-25%, al di sotto dei 300’000 visitatori”, ha affermato durante un evento a Zurigo Heinz Zimmermann, presidente del comitato Visit USA(VUSA), che opera per la promozione degli Stati Uniti come destinazione.
Giovedì un centinaio di agenzie di viaggio si sono riunite a Zurigo per scoprire diverse destinazioni e attrazioni del Paese a stelle e strisce. Tra gli espositori si percepisce una certa amarezza. “L’immagine degli Stati Uniti si è terribilmente deteriorata, la politica seguita da Trump ha un effetto devastante sul turismo internazionale”, si è rammaricato David O’Donnell, vicepresidente della comunicazione di Meet Boston, l’ufficio turistico della città americana.
Già nel 2025 si è registrata una flessione del 10,6% a 361’000 viaggiatori. A titolo di confronto, prima della pandemia, nel 2019, erano 474’550 gli svizzeri che si erano recati oltre Atlantico.
“I fattori razionali che spingono a viaggiare negli Stati Uniti - dollaro ai minimi storici, tariffe aeree interessanti - e quelli emotivi sono attualmente in contrasto”, argomenta ancora Zimmermann. Sono soprattutto coloro che si recano in America per la prima volta a esitare.
È arduo invece ottenere risposte precise dalle compagnie aeree sullo stato delle prenotazioni estive. Per bocca di un portavoce, Edelweiss ammette tuttavia che “l’andamento delle prenotazioni per gli Stati Uniti risulta attualmente difficile”.

Proteste anti-Trump
Telegiornale 31.01.2026, 12:30








