La Svizzera è stata condannata giovedì dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) per aver violato il diritto al rispetto della vita privata e familiare di una detenuta incinta. Al compagno della donna non era infatti stato consentito né di farle visita in carcere né di assistere alla nascita del loro figlio.
La ricorrente, una cittadina spagnola nata nel 1994 e posta in detenzione preventiva per un reato legato agli stupefacenti, aveva contestato il rifiuto delle autorità elvetiche richiamandosi all’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Nella sua sentenza, la Corte ha dichiarato il ricorso “ricevibile” e ha concluso all’unanimità che vi è stata una violazione del diritto.
Di conseguenza, la Svizzera dovrà versare alla donna 1’730 euro a titolo di risarcimento per il danno morale. A questa somma si aggiungono 4’000 euro per le spese e gli oneri legali. Gli importi dovranno essere corrisposti entro tre mesi dal momento in cui la sentenza diventerà definitiva.

Pasti nelle carceri: la CEDU condanna la Svizzera
Telegiornale 16.07.2026, 20:00








