Svizzera

La storia della nostra moneta

Per raccontare cosa significa, concretamente, “garantire il contante”, il Telegiornale ha scelto di partire dalla fonte più tangibile del franco, la Zecca federale Swissmint a Berna

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La storia delle nostre monete

Telegiornale 25.01.2026, 20:00

Di: Telegiornale/sdr 

L’8 marzo 2026 gli svizzeri voteranno sull’iniziativa popolare “Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote”, che chiede di iscrivere in Costituzione un principio semplice: monete e banconote devono essere sempre disponibili “in quantità sufficiente”, anche in un’epoca di pagamenti digitali.

Per raccontare cosa significa, concretamente, “garantire il contante”, il Telegiornale ha scelto di partire dalla fonte più tangibile del franco, la Zecca federale Swissmint a Berna dove nasce la moneta che finisce nelle tasche di tutti. Swissmint conia su mandato della Confederazione e trasferisce la produzione alla Banca nazionale svizzera (BNS), che funge da organo centrale di scambio e provvede al fabbisogno, ritirando i pezzi consumati. È un lavoro in cui la regola, spiegano i responsabili della Zecca, è cambiare poco. “Il franco svizzero è una moneta molto sicura e stabile e di conseguenza, sia per una questione di sicurezza, si tende a cambiare poco”, sottolinea Daniela Weithaler, responsabile marketing di Swissmint. Un principio che si riflette anche nell’estetica, le monete di oggi restano infatti riconoscibili, quasi “parenti strette” delle loro antenate.

Dietro quella continuità c’è una storia di unificazione. Il franco nasce con la legge federale sulle monete del 7 maggio 1850, quando diventa la valuta unica e sostituisce una galassia di monete cantonali e regionali. Prima, come ricorda lo storico contesto monetario svizzero, circolavano centinaia di monete diverse. E se si chiama “franco” non è un dettaglio: la Svizzera, nel 1850, si inserì di fatto nel sistema monetario francese.

Per lo storico Jan Chiarelli, questa lunga forza della moneta racconta anche il Paese, è “il riflesso di una società stabile”, dice, “in cui l’economia è più stabile rispetto a quanto accade in Europa. Il franco diventa così un po’ il simbolo del successo del Paese”. Un simbolo che, a maggior ragione, nell’era digitale torna al centro del dibattito politico e non tanto per nostalgia, quanto per la domanda di fondo che l’iniziativa porta alle urne l’8 marzo: quale ruolo deve avere il contante nel futuro della Svizzera? Intanto a Berna la produzione, coordinata dalla Banca nazionale, non si ferma. Nonostante il calo dell’uso del contante.

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