In futuro sarà più semplice abbattere i lupi problematici che vivono in un branco. Lo prevede una revisione della legge sulla caccia inviata mercoledì in consultazione dal Consiglio federale fino al 16 ottobre.
Secondo il testo oggi in vigore, i lupi in branco sono protetti da febbraio a maggio per motivi riproduttivi, salvo in caso di grave e immediato pericolo per l’uomo. Di conseguenza, anche dopo ripetuti attacchi ad animali da reddito protetti, non è possibile intervenire. Lo stesso vale nelle bandite federali di caccia, dove l’abbattimento è vietato in quanto specie protetta.
Con la revisione legislativa proposta, originata da due mozioni, anche tra il 1° febbraio e il 31 maggio sarà consentito abbattere singoli lupi di un branco che, nonostante le misure di protezione, attaccano ripetutamente animali da reddito o costituiscono un pericolo per l’uomo. Sarà inoltre possibile intervenire nelle bandite federali di caccia.
La modifica, precisa il Governo, è compatibile con le convenzioni internazionali.
Condizioni per intervenire in bandita
La protezione della bandita di caccia per il lupo potrà venire meno. Ma deve sussistere una delle due condizioni che il Governo riporta nel rapporto che accompagna la procedura di consultazione. La prima è che i danni ad animali da reddito devono verificarsi all’interno delle aree protette e non al di fuori. Il documento ricorda che in 30 delle 43 bandite federali di caccia vengono allevati circa 29’000 ovini (stato 2024), pari al 15% di tutti gli ovini recensiti nelle regioni di montagna. La loro presenza varia notevolmente da poche dozzine a oltre 4’000 capi.
Inoltre un lupo problematico, seconda condizione, potrà essere abbattuto in caso di pericolo per l’uomo all’interno della bandita di caccia. “Un pericolo per l’uomo - si legge - sussiste in particolare quando un lupo si aggira regolarmente all’interno o nelle immediate vicinanze di insediamenti, mostrandosi troppo poco timoroso nei confronti dell’uomo”.

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Notiziario 24.06.2026, 10:00
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