In Svizzera, la quota dei 25enni aventi un titolo di studio di livello secondario II è calata dal 91,5% a circa il 90% tra il 2016 e il 2022. La Confederazione e i Cantoni quindi, al momento non raggiungono in maniera omogenea la soglia prefissata del 95% che punta a fare in modo che i 25enni in Svizzera posseggano un titolo di questo tipo (vale a dire un attestato federale di capacità, una maturità liceale, oppure un diploma di una scuola cantonale come ad esempio quella di commercio in Ticino). È quanto emerge dal Rapporto sul sistema educativo pubblicato dal Centro svizzero di coordinamento della ricerca educativa (CSRE) e stilato ogni quattro anni su incarico della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI).
La formazione professionale è ancora considerata poco attrattiva
Il rapporto è stato presentato lunedì in una conferenza stampa a Berna, alla quale erano presenti il presidente della Confederazione Guy Parmelin, e quello della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE): il consigliere di Stato Christophe Darbellay. Quest’ultimo ha motivato il calo registrato negli ultimi anni con il fatto che la formazione professionale è ancora considerata poco attrattiva. In Romandia il tasso si aggira tra l’85% e il 92%, mentre nella Svizzera tedesca si situa tra il 92% e il 96%. In Ticino e nei Grigioni, la quota si attesta rispettivamente poco sopra al 90% e vicino al 93%. Dopo un primo esame del rapporto, Parmelin e Darbellay hanno dichiarato che si valuterà l’inserimento di misure aggiuntive o di nuovi obiettivi a lungo termine.
Il tasso di abbandono dell’università rimane costante ed elevato
Oltre che rappresentare il principale strumento di monitoraggio nazionale dell’educazione, il rapporto si occupa di informare sul raggiungimento degli obiettivi comuni della Confederazione e dei Cantoni, relativi alla politica della formazione post-obbligatoria. Tra questi, vi è anche quello di assicurare l’accesso all’università senza esame d’ammissione a chi possiede la maturità liceale: un piano questo, che attraverso una riforma delle basi legali circa la maturità liceale adottate nel 2023, punta a ridurre le interruzioni degli studi nelle università. Nonostante la Svizzera registri una quota superiore alla media internazionale di persone aventi un titolo di livello terziario (vale a dire una formazione universitaria o professionale superiore), la percentuale di interruzioni rimane costante ed elevata: complessivamente, circa il 15% degli studenti abbandona gli studi prima di conseguire una laurea: il dato va tuttavia contestualizzato, tenendo conto che il 10% ha effettivamente lasciato la formazione, mentre il 2% ha lasciato la Svizzera prima di conseguire il titolo e il 3% è ancora iscritto a una scuola universitaria. Tra i nuovi iscritti invece, circa il 24% non consegue il bachelor entro otto anni dall’inizio degli studi.
In Svizzera un giovane adulto su due ha un titolo di livello terziario
Sul panorama universitario svizzero, dall’inizio del millennio la quota di persone tra i 25 e i 34 anni con un titolo di livello terziario è raddoppiata, arrivando oggi a una persona su due che ha conseguito una formazione universitaria o professionale superiore. Attualmente, la Svizzera presenta una quota di formazione terziaria superiore alla media internazionale, con un’alta percentuale di persone altamente qualificate nella fascia di popolazione giovane e attiva.

Livello di formazione della popolazione tra i 25 e i 34 anni nel confronto internazionale, 2022.
Legato a SEIDISERA del 23.03.2026









