I fondi destinati alla gestione delle scorie nucleari e allo smantellamento delle centrali atomiche presentano un ammanco di oltre 7 miliardi di franchi.
A denunciarlo è il Partito socialista, che sostiene, presentando oggi la soluzione per evitare al contribuente di passare alla cassa, che i costi sono stati grossolanamente sottovalutati in seguito ad una stima troppo generosa dei rendimenti dei fondi.
Il PS esige dunque che le società di gestione accantonino i propri fondi e che le proiezioni finanziarie si basino su prospettive di rendimento realistiche, che non superino il 3,5%.
I gestori contro la tesi PS
In un comunicato, i responsabili delle centrali nucleari si oppongono alla tesi socialista, secondo cui per la gestione delle scorie nucleari e lo smantellamento delle centrali atomiche mancano miliardi di franchi.
Swissnuclear, l'organizzazione dei gestori delle centrali, non vede alcuna necessità di agire e ricorda che la legislazione attuale già prevede che si mettano a disposizione tutti i mezzi necessari per l'intera durata dello sfruttamento degli impianti. Nel caso in cui un gestore si trovasse nell'incapacità di pagare, gli altri sono co-responsabili e devono dunque partecipare finanziariamente.
I costi sono inoltre aggiornati ogni cinque anni, con conseguente ricalcolo della partecipazione ai fondi. Se i rendimenti si rivelassero insufficienti, i contributi aumenterebbero, sottolineano ancora i gestori.







