L’offerta avanzata dal consorzio Eurosam alla Svizzera, per la fornitura entro il 2029 di un sistema di difesa antiaerea alternativo al Patriot statunitense che la Confederazione ha scelto ma la cui consegna tarda a concretizzarsi, viene presa sul serio a Berna. Tra i parlamentari cresce la tentazione di ritirarsi dal contratto con Washington.
“Constatiamo che i Patriot sono in significativo ritardo”, afferma per esempio il consigliere nazionale dell’UDC Mauro Tuena. Per lui è essenziale che la Svizzera disponga di un sistema di difesa entro la fine del decennio. E questo non è garantito con i Patriot, visto che la Svizzera è scivolata in basso nella lista degli acquirenti, come confermato nel corso della settimana durante la conferenza stampa del Dipartimento della difesa, che ha fatto il punto sull’insoddisfacente andamento di tutti e tre i progetti più importanti dell’esercito elvetico in questo ambito.

Difesa aerea: ritardi e costi aggiuntivi per i progetti dell'esercito
Telegiornale 12.02.2026, 20:00
Le commissioni di politica di sicurezza mettono pressione sul ministro della difesa Martin Pfister: se nelle prossime settimane non arriveranno garanzie da parte americana, il Consiglio federale decida sul da farsi.
Uno dei problemi di un cambiamento di rotta - accanto all’imprevedibile reazione di Donald Trump - sono i 700 milioni di franchi di anticipo già versati agli Stati Uniti. Tuena, tuttavia, ritiene possibile che la Svizzera riesca a svincolarsi dal contratto - dato che i ritardi sono da imputare alla controparte - e a farsi restituire il denaro. O, quantomeno, a farlo accreditare sul conto della commessa per gli F-35.
La fonti citate dalla NZZ am Sonntag, che domenica per prima ha dato notizia dell’offerta francese, su questo punto hanno un’opinione diversa: Berna non avrebbe alcuna garanzia giuridica e dipenderebbe dalla buona volontà delle autorità statunitensi.
Resta la questione della performance del SAMP/T rispetto al concorrente statunitense. Secondo il presidente francese Emmanuel Macron e il generale Fabien Mandon, il sistema franco-italiano che sta per essere aggiornato “è oggi il migliore al mondo”. Utilizzabile sia contro aerei che contro missili, in Ucraina, dove è stato impiegato in questi anni di conflitto, sarebbe ora in grado di intercettare anche obiettivi che tendono a sfuggire ai Patriot. All’inizio della guerra, era piuttosto vero il contrario. Si tratta ovviamente però di un’opinione di parte.
La scelta svizzera si comprare statunitense, sia per i caccia che per la difesa antiaerea, risale al 2021. Il SAMP/T è stato oggetto di discussioni anche per la sua esclusione dall’iniziativa europea SkyShield lanciata nel 2022 su iniziativa tedesca e a cui la Svizzera ha deciso di aderire. In quel caso si era puntato sul Patriot (oltre che sul tedesco IRIS a più breve distanza e sull’Arrow 3 israeliano).









