"Con il terzo governo Merkel per la Svizzera non cambierà granché". A parlare è Philipp Gut, vice responsabile editoriale della Weltwoche, rivista critica nei confronti del modello tedesco e dell'Unione europea. Secondo il capo-redattore delle pagine nazionali e economiche del settimanale svizzero-tedesco, l'esecutivo guidato dalla 59enne continuerà a lavorare sui dossier che hanno contraddistinto le relazioni tra Germania e Confederazione in questi ultimi anni, ovvero quello fiscale e quello dei rapporti bilaterali.
"Non conta chi è al governo"
"Non ci sono grosse differenze tra i partiti principali. La Germania è oramai una repubblica socialdemocratica, con la CDU che si è spostata al centro e la SPD che ha moderato le sue posizioni" sottolinea Gut al telefono. Le sfumature sarebbero, a suo dire, solo marginali. Se, parlando di paradisi per evasori d'imposte, "Peer Steinbrück ha utilizzato un vocabolario piccante e parlato di cavalleria, sostanzialmente per la Svizzera non conta chi governa" evidenzia il giornalista, ricordando che, con l'accordo fiscale saltato lo scorso dicembre, è improbabile pensare che Berlino, alla luce dei nuovi rapporti di forza, riveda le sue posizioni.
"Germania potente in Europa"
Per Gut, oltre alla questione fiscale e ad altre d'interesse locale (come l'inquinamento fonico all'aereoporto di Zurigo-Kloten), la Germania, forte del suo ruolo a livello europeo, continuerà a dire la sua nelle trattative e nell'attuazione dei rapporti bilaterali.
Da.Pa.
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