A cinque mesi dal dramma di Crans-Montana, è nata l’associazione “Initiative Phoenix” che si propone di sostenere le attività e l’innovazione medica nel campo delle cure ai grandi ustionati. Il suo nome richiama il mitologico uccello che risorge dalle proprie ceneri, ma l’idea nasce soprattutto dalla convinzione che “l’eccellenza medica non debba essere un privilegio per pochi”.
Phoenix, che agisce su basi di volontariato ed è composta da medici ed esperti sanitari, intende promuovere la collaborazione tra specialisti nel campo delle cure ai grandi ustionati, e sostenere qualsiasi attività scientifica, umanitaria o sociale per le vittime di gravi incidenti, quindi non solo in relazione all’incendio del 1° gennaio scorso.
La presidenza è stata assunta dal dottor Johann Wary, cittadino belga residente a Crans-Montana e specialista in chirurgia plastica. “L’idea di questo progetto - ha detto martedì, durante la presentazione tenutasi a Crans-Montana - mi è venuta dopo il dramma di Crans-Montana. Abito a 50 metri e opero nella clinica che si trova di fronte al bar ‘Le Constellation’”.
L’appello del pioniere della chirurgia ricostruttiva
L’associazione conta otto persone nel suo comitato. Il ruolo di vicepresidente è ricoperto dall’ex chef stellato Didier de Courten. “Siamo stati tutti estremamente toccati nei nostri cuori”, spiega lo chef. “Anch’io ho figli e nipoti che avrebbero potuto essere lì al momento del dramma. Anche alcuni dei miei collaboratori sono stati direttamente colpiti. Come albergatore-ristoratore, ho preso coscienza che una situazione del genere può verificarsi e ho scelto di portare il mio contributo a questa associazione”.
Sei medici belgi e svizzeri formano un comitato scientifico. Si tratta, in particolare, di medici del CHUV di Losanna, tra cui il primario di chirurgia plastica, il professor Yves Harder. Questi esperti hanno risposto all’appello del professor Benoît Lengelé dell’ospedale di Lovanio, che è considerato uno dei pionieri mondiali della chirurgia ricostruttiva.
“Essere medico volontario è un prerequisito”
“L’idea era di riunire un panel scientifico in chirurgia plastica e per ogni tipo di chirurgia utile per le lesioni di cui ci occupiamo. Questo comitato medico è destinato a crescere”, riassume Johann Wary. “Nessun medico percepirà onorari. Essere volontario è un prerequisito per far parte di questo comitato medico”.
“Le équipe belghe che hanno curato i feriti di Crans-Montana all’ospedale militare di Neder-Over-Heembeek e a Loverval hanno manifestato il loro interesse a unirsi a noi”, indica l’associazione.
“Una mano tesa, esperta e disinteressata”
Concretamente, l’idea è di fornire consigli alle vittime e ai loro familiari dopo discussioni tra specialisti e di presentare raccomandazioni terapeutiche che potranno, quindi, essere seguite o meno, senza obbligo. “La nostra associazione vuole essere una mano tesa, esperta e disinteressata per coloro che ne hanno più bisogno”, sottolinea il medico belga. E precisa: “Abbiamo già avuto contatti informali con tre famiglie svizzere”.
Il comitato di Phoenix mira inoltre a organizzare un convegno scientifico internazionale annuale, a Crans-Montana, sul tema dei grandi ustionati. Una prima edizione potrebbe tenersi nel corso del primo trimestre 2027.
Fondi per favorire la ricerca scientifica
Una raccolta fondi permetterà inoltre di finanziare borse di studio. Saranno destinate ai dottorandi desiderosi di lavorare su tesi scientifiche nel campo delle cure ai grandi ustionati. Una parte del mecenatismo potrebbe inoltre servire, se del caso, come aiuto supplementare alle famiglie per alcuni costi che non fossero coperti dalle assicurazioni.
Nell’ambito dell’incendio del bar “Le Constellation”, altre iniziative private sono già state lanciate, in particolare dall’entourage di alcune vittime. Lo Stato del Vallese ha costituito la fondazione Beloved, creata per venire in aiuto alle vittime del sinistro di Crans-Montana, la cui presidente è l’ex consigliera federale Doris Leuthard.

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Telegiornale 02.06.2026, 12:30






