Svizzera

Quando le piazze di tiro sono troppo rumorose

Di fronte a un aumento dell’attività, crescono le proteste dei cittadini - Se ne parla anche a Isone, dove una mozione chiede un aggiornamento delle convenzioni tra esercito, Comune e Patriziato

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Uno stand di tiro nell'Oberland bernese
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Aumentano i disagi legati alle attività dell'esercito

SEIDISERA 05.03.2026, 18:00

  • Immagine d'archivio Keystone
Di: SEIDISERA - Monica Fornasier e Alain Melchionda / Pa.St. 

Migliorare le capacità di difesa è diventata una priorità nella politica federale, in particolare dall’invasione dell’Ucraina. Questo non significa solo aumentare i mezzi in termini di uomini e armi a disposizione dell’esercito. Occorre anche adeguare l’istruzione e potenziare le esercitazioni nelle piazze di tiro. Con queste necessità sono però cresciute anche le opposizioni e le proteste della popolazione, perché sono aumentati i disagi legati al rumore. Ci sono delle disposizioni che dovrebbero limitarlo ed erano previsti lavori di risanamento per rispettare queste norme. Ma i risanamenti sono stati bloccati e le disposizioni antirumore sono messe in discussione.

È il caso, per esempio, di Saint-Maurice, in Vallese, dove c’è la piazza di tiro di Vérolliez. “Finestre chiuse d’estate e l’impossibilità di approfittare del giardino, se non con delle cuffie antirumore”. Così viene descritta la situazione da Jérôme Morisod, co-presidente dell’associazione nata cinque anni fa per dare più voce ai residenti.

La piazza di tiro di Vérolliez doveva essere chiusa nel 2017, ma oggi l’esercito la ritiene indispensabile. E con lo sviluppo della città tutto attorno, si trova ormai a meno di cinquanta metri dalle case, a ridosso della parete rocciosa che amplifica il rumore.

Tra provvedimenti e priorità

I limiti consentiti vengono regolarmente superati, anche solo di uno o due decibel. Sono però superamenti che hanno conseguenze enormi, perché per un decibel in più il rumore aumenta del 25%, per due aumenta del 60%. E l’attività del tiro si fa sentire, nella zona, cinque giorni su sette, anche di sabato.

Quella di Vérolliez è una delle 42 piazze di tiro che l’esercito si era impegnato a risanare con misure varie per limitare il rumore. Tra queste ci sono anche quelle ticinesi di Isone, Monte Ceneri, Airolo e Fontana, per le quali le migliorie risultano essere nella fase di progettazione. I lavori - in genere si tratta di barriere di protezione e costruzione di tunnel o capannoni - dovevano essere ultimati entro il 31 luglio 2025, termine previsto dall’ordinanza contro l’inquinamento fonico.

E invece è stato tutto bloccato. Come mai? “i motivi principali dei ritardi - spiega a SEIDISERA Lea Ryf, portavoce di Armasuisse - sono il grande onere di pianificazione, il cambiamento di destinazione degli impianti, la disponibilità limitata di specialisti e la necessità di stabilire delle priorità. A causa delle recenti tensioni geopolitiche sul territorio europeo, l’esercito ha attribuito maggiore importanza alle attività di tiro, il che ha comportato un aumento del numero di colpi sparati e quindi una revisione dei calcoli”.

L’aumento dei colpi sparati

Si è dunque di fronte a un aumento dei colpi sparati e delle giornate di esercitazione, ma anche di armi più grosse e impattanti. E con questo sono cresciute anche le proteste della popolazione un po’ ovunque. La richiesta dei cittadini è sempre la stessa: fare il necessario nel rispetto di quello che prevedono le norme. Nel frattempo, però, a Palazzo federale la questione ha preso una piega poco incoraggiante per chi vive questi disagi: con un postulato accolto dal Consiglio degli Stati, il governo federale è stato incaricato di ristudiare le norme antirumore. Queste norme, ha sottolineato il consigliere agli Stati UDC Werner Salzmann, “limitano la possibilità dei nostri soldati di milizia di assolvere un’istruzione realistica e credibile. Altri settori dello Stato sono trattati in modo meno restrittivo rispetto all’esercito. Un allentamento tollerabile delle norme potrebbe consentire di risparmiare sui costi che l’esercito deve affrontare per risanamenti e misure di isolamento acustico”.

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La piazza d'armi d'Isone

La convivenza tra esercito e Isone

SEIDISERA 05.03.2026, 18:00

  • © Ti-Press / Alessandro Crinari

La situazione a Isone

Una situazione simile si sta vivendo anche a Isone, sede di una delle principali piazze d’armi della Svizzera. Qui ha infatti sede il Centro d’istruzione delle forze speciali dell’esercito. Una realtà unica, anche per estensione e polivalenza che però, secondo alcuni, entra in contrasto con le esigenze e i diritti di chi abita a Isone.

Malumori e borbottii si sentono da anni. Ma adesso hanno raggiunto anche un piano politico. Lo scorso 15 dicembre il Consiglio comunale del comune sopracenerino ha infatti approvato una mozione all’indirizzo del Municipio e che ruota attorno al rispetto e all’aggiornamento della convenzione in essere fra le parti.

La convenzione è quella sottoscritta dall’esercito, dal Comune e dal Patriziato di Isone. Un testo datato 1973 e che da allora non è mai cambiato, che regola le varie norme di convivenza, tra cui si conta anche il divieto di tiro fra mezzanotte e le sei di mattina. “Per quello che ci concerne - dice il comandante Matthias Fiala, interpellato da SEIDISERA - le convenzioni sottoscritte nel 1973 sono rispettate. Nel caso in cui il Comune volesse rielaborarle, sarà nostra premura, come utilizzatori, inserire, se necessario, le ulteriori necessità future del Centro d’istruzione delle forze speciali”.

Fiala spiega quanto è già stato fatto e quanto sarà fatto: “Negli anni sono state prese delle misure per spostare delle sequenze di istruzione più rumorose più lontano dall’abitato di Isone. Inoltre, sono state introdotte limitazioni di orari e di utilizzo di certi tipi di armi e munizioni sulle piazze più sensibili”.

La mozione, come detto, è dello scorso 15 dicembre. In questo periodo il Municipio ha iniziato ad acquisire tutta la documentazione necessaria per fare una valutazione ponderata della situazione. E questo anche in collaborazione con il Patriziato. Il 19 gennaio, come ha spiegato a SEIDISERA il sindaco Davide Buloncelli, c’è già stato un incontro ufficiale: “Ci siamo trovati col comando, nell’ambito di incontri regolari. Abbiamo discusso brevemente della tematica. Abbiamo qui incontri regolari quindi l’incontro seguito dopo la approvazione della mozione era già previsto abbiamo discusso brevemente della tematica. Sono previsti dei ripari fonici nelle piazze a ridosso dell’abitato, ma anche uno spostamento delle esercitazioni”.

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