Una tassa federale che dovesse colpire gli eredi diretti rappresenterebbe sia una minaccia per le piccole e medie imprese, sia un'ingerenza nelle competenze dei cantoni, la maggioranza dei quali ha abolito un simile prelievo.
E' il parere del comitato formato da esponenti dei partiti del centro-destra, sceso in campo giovedì a Berna per lanciare la campagna contro l'inizativa in votazione a metà giugno, che propone un tasso d'imposizione fiscale del 20% per la parte di lascito che supera i due milioni di franchi, nonché le donazioni di valore superiore ai 20'000 franchi. Il tutto, per di più, con validità retroattiva al gennaio del 2012.
Per i contrari si danneggerebbe così la spina dorsale della prosperità svizzera. Nella Confederazione -come hanno ricordato- l'80% delle imprese è a conduzione familiare e il 40% di queste passa di mano all'interno dello stesso nucleo, solitamente di padre in figlio, e c'è il rischio che i successori debbano indebitarsi per poter pagare questo balzello.
ATS/dg






