Due terzi dei manager svizzeri ha corretto al ribasso la propria opinione sugli Stati Uniti nell’ultimo anno. Lo dice lo studio Swiss Managers Survey pubblicato domenica e curato da alcune scuole universitarie professionali tra cui la SUPSI, basato su interviste con 280 responsabili di impresa interpellati durante lo scorso mese di maggio.
In causa ci sono soprattutto la politica protezionistica e i dazi imposti dalla Casa Bianca. E’ invece migliorata, per il 38% del campione, l’opinione verso l’Unione europea (ma per il 18% degli intervistati è peggiorata anche quella). Cresce anche l’apprezzamento verso il sudest asiatico.
L’economia elvetica sta già risentendo dell’impatto negativo causato dall’incertezza economica globale, e i manager sentono il bisogno di diversificare i loro mercati di riferimento. Nonostante le acque tempestose, la maggioranza è contraria all’introduzione di contromisure protezionistiche da parte del governo.
Eventuali superdazi in vigore dal 1 agosto
Il ministro USA del tesoro Scott Bessent ha dichiarato che i nuovi dazi doganali che gli Stati Uniti imporranno ai paesi con cui non sarà stato trovato un accordo partiranno dal 1 agosto.
La scadenza del 9 luglio, precedentemente menzionata, è la scadenza entro cui terminare i negoziati con i molti paesi, compresa la Svizzera, che stanno discutendo con Washington.
“Saremo molto impegnati nelle prossime 72 ore”, ha detto il ministro in una intervista alla CNN. Bessent ha fatto riferimento, tra l’altro, alle trattative con l’Unione europea affermando che ci sono buoni progressi.