L’Unione democratica di centro e il Partito socialista entrano lanciati nello sprint finale verso le elezioni federali del 22 ottobre. L’ultimo barometro elettorale realizzato da Sotomo per la SSR li vede in chiara crescita sia rispetto alle elezioni del 2019 che nel confronto con lo scorso sondaggio pubblicato in settembre. Entrambi fanno segnare i loro migliori risultati del quadriennio. I democentristi, in progressione costante ormai da un anno, raggiungono il 28,1% delle preferenze (+2,5 punti in 4 anni, +0,5 in un mese) mentre il PS sale in un botto dal 17,3 al 18,3% delle intenzioni di voto (e di un punto e mezzo rispetto al 2019). I temi al centro del dibattito politico oggi - che affronteremo più avanti - non sono certamente estranei a queste tendenze.

I dati del nuovo rilevamento
Il duello per la terza piazza fra Centro e PLR, già evidenziatosi nei precedenti due rilevamenti, resta acceso: il partito di Gerhard Pfister conferma il sorpasso effettuato in settembre su quello di Thierry Burkart. Il divario è immutato, due decimi di punto, e quindi ancora inferiore al margine di errore del sondaggio. Gli autori sottolineano quindi che non è possibile dire chi la spunterà fra meno di due settimane. Non si tratta - lo ricordiamo ancora una volta - di una questione di poco conto: la composizione attuale del Governo attribuisce al terzo partito due seggi e al quarto uno solo.

Gerhard Pfister, presidente dell'Alleanza di Centro (a sinistra) a colloquio con l'omologo del PLR Thierry Burkart
Dovesse prevalere il Centro, tradizionalmente forte anche al Consiglio degli Stati, potrebbe quindi legittimamente ambire a una delle poltrone oggi occupate da Karin Keller-Sutter e Ignazio Cassis. Mai inoltre, dalla nascita dello Stato federale nel 1848, l’ex PPD ha fatto meglio del PLR. Un tale risultato avrebbe quindi anche un carattere “storico”. È pure interessante notare come nel corso dell’ultimo mese entrambe le formazioni siano calate in ugual misura nelle preferenze degli elettori. Se per i liberali radicali non è più una novità (sono 2 i punti persi nell’ultimo anno), per il Centro si è interrotto lo slancio positivo degli scorsi mesi, anche se a differenza dei rivali resta al di sopra del risultato del 2019.

Rispetto al 2019, l'UDC e il PS crescono nettamente, mentre perdono molto i Verdi
I Verdi liberali si erano prefissati quale obiettivo il raggiungimento del 10% il 22 ottobre, ma il traguardo si allontana ancora alla luce del nuovo barometro: da settembre perdono un altro mezzo punto e con il 6,8% restano al di sotto del risultato di quattro anni fa. Sembra invece che possano essere i Verdi a superare la soglia del 10%... ma in senso inverso: l’onda che li aveva proiettati al 13,2% nelle scorse elezioni si è esaurita da tempo, come vedremo le priorità della popolazione oggi sono altre, e il sussulto di settembre non trova conferma. In questo rilevamento, per la prima volta nel quadriennio raccolgono le simpatie di meno di un elettore su dieci e si fermano al 9,7% (-1 in un mese, -3,5 in 4 anni). La picchiata ecologista è evidente soprattutto in Romandia, ma è proprio nell’area francofona che la crescita era stata più forte nel 2019 (+9,3 punti).

Per democentristi e socialisti, il dato di questo barometro è il migliore del quadriennio
Di riflesso, il PS cresce soprattutto nei cantoni oltre la Sarine. Il travaso fra questi due partiti è molto evidente: la metà degli elettori ecologisti del 2019 che ora hanno cambiato casacca ha scelto il rosso al posto del verde. L’analisi di Sotomo evidenzia pure come il Centro abbia pescato un po’ ovunque. Ha un saldo negativo solo con l’UDC. Quest’ultima risulta invece in attivo rispetto a tutti gli altri partiti presenti nel Legislativo attuale e soprattutto - più di tutti - sembra riuscire a mobilitare chi quattro anni fa aveva disertato le urne.
Timone a destra, ma non come nel 2015
La somma di questi dati ci dice - e anche questa non è una novità - che il prossimo Parlamento si posizionerà con ogni probabilità più a destra di quello uscente. Lo “scivolamento a destra”, il “Rechstrutsch” come viene chiamato in tedesco, non dovrebbe però avere la medesima portata di quello del 2015: allora UDC e PLR insieme sedussero il 45,8% degli elettori, mentre oggi sommati arrivano al 42,2%. Il Centro tutto sommato tiene, mentre il passo avanti del PS non riesce a compensare interamente le perdite dei Verdi. Il fronte di sinistra scende quindi dal 30% del 2019 al 28%, comunque meglio rispetto a otto e dodici anni fa quando toccò rispettivamente il 25,9 e il 27,1%.

La destra cresce, il centro dello schieramento politico mantiene le posizioni, mentre la sinistra perde peso
Migrazione e premi di cassa malati pesano sul voto
Insieme all’appartenenza partitica, sono i temi a determinare le scelte degli elettori. Come già rilevato in precedenza, i soggetti “in voga” stanno influenzando in modo evidente la campagna e le preferenze espresse. La metà dei 31’850 partecipanti al barometro si è espressa subito dopo l’annuncio dei premi dell’assicurazione malattia per il 2024. La stangata (+8,7% a livello nazionale) si riflette sulle preoccupazioni della gente. Il tema era già diventato in settembre il più citato fra le sfide urgenti, ma allora lo aveva indicato il 39% degli intervistati. Oggi si sale al 51% a livello nazionale e addirittura al 68% nella Svizzera italiana, dove l’aumento dei premi sarà oltre la media (+10,5%). Vero che, per una parte consistente di questi, la preoccupazione non va di pari passo con la rilevanza del tema al momento di mettere la propria croce sulla scheda di voto. Resta il fatto, però, che per una persona su quattro sarà un aspetto determinante.

Dopo la comunicazione dei premi per il 2024, nella percezione degli elettori i costi della cassa malati sono ancor più di prima la principale sfida
La migrazione, che un anno fa veniva menzionata solo da un elettore su cinque, oggi di fronte al crescente afflusso di richiedenti l’asilo è considerata un tema centrale dal 35% di chi ha risposto alle domande di Sotomo. Consolida quindi un posto fra le prime tre priorità. Anche in questo caso, un quarto degli elettori ne terrà conto prima di recarsi al seggio. Il tema è sentito particolarmente nella Svizzera tedesca.
Questo spiega il successo dell’UDC, che non sembra risentire più di tanto del fatto che sia ormai passato in secondo piano un altro suo cavallo di battaglia, quello dei rapporti con l’UE che era servito da trampolino per il partito plasmato da Christoph Blocher negli anni ‘90. Altro tema tradizionalmente di destra oggi in perdita di velocità è quello dell’economia e delle finanze pubbliche. A pagarne il prezzo sembra essere soprattutto il PLR, al quale voltano inoltre le spalle quanti sono insoddisfatti della sua posizione sui costi della sanità.

I tre temi più sentiti influenzeranno ciascuno il voto di un quarto degli elettori
Il calo dei Verdi va di pari passo con la rilevanza - per il pubblico - della questione ambientale. Certo, il cambiamento climatico - menzionato dal 36% degli intervistati - è ancora al secondo posto (al primo per gli elettori dei due maggiori partiti di sinistra e per i Verdi liberali). Tuttavia, il dato certifica il quinto calo consecutivo: nel 2019 il 42% metteva il clima sul suo podio personale e due anni fa addirittura il 44%. A spingere il PS, infine, oltre alle preoccupazioni per i costi della sanità, sono i temi relativi allo Stato sociale, all’inflazione che pesa sul costo della vita e alla previdenza per la vecchiaia. Una parte crescente della popolazione li percepisce come importanti.

Nella Svizzera italiana meno preoccupazione per il clima
Nella Svizzera italiana, la sensibilità è particolarmente forte - oltre che per l’evoluzione dei premi di cassa malati - anche per la perdita di neutralità della Svizzera in relazione al conflitto in Ucraina. Pure la difesa della sovranità e dell’indipendenza, un tema strettamente correlato al precedente, è citata molto più spesso che nelle altre regioni del Paese.
I più fastidiosi? I bonus del Credit Suisse e gli attivisti per il clima
Sotomo - come un mese fa - ha interpellato gli intervistati anche sulle questioni che più li irritano. Più di tutto continuano a infastidire la gestione del Credit Suisse e i bonus versati ai suoi dirigenti, prima che la banca andasse in crisi e venisse assorbita da UBS. Turbano il 58% degli elettori e il 40% chiede che la politica si attivi perché situazioni simili non si ripetano. Questo tema e quello (collegato) dei salvataggi bancari con denaro pubblico toccano la sensibilità degli elettori di sinistra, così come la passività di fronte al cambiamento climatico, che si piazza però solo al settimo rango complessivo.

Nella Svizzera Italiana turba l'allentamento della neutralità, non invece il dibattito sulla "wokeness"
Gli elettori di destra (UDC e PLR) ma anche i sostenitori del Centro si arrabbiano invece piuttosto per gli attivisti climatici di “Ultima Generazione”, che bloccano il traffico incollando le mani sull’asfalto. Suscitano inoltre un’eco negativa i dibattiti sulla cosiddetta “wokeness”, la presa di coscienza dei problemi legati a giustizia sociale e disuguaglianza razziale.
Queste problematiche sono rilevanti per tutte le categorie di età ma vengono menzionate dagli elettori di mezza età o più anziani. con molta maggiore frequenza, mentre la passività di fronte ai cambiamenti climatici inquieta molto di più i giovani al di sotto dei 35 anni.

Il Consiglio federale nella sua attuale composizione: da sinistra il cancelliere Walter Thurnherr, Albert Rösti, Ignazio Cassis, Viola Amherd, Alain Berset, Guy Parmelin, Karin Keller-Sutter e Elisabeth Baume Schneider
Berset ancora il più influente, Amherd la più simpatica
Karin Keller-Sutter sarà verosimilmente la personalità più influente in Governo a partire dal 2024, quando uscirà di scena il dimissionario Alain Berset. Al momento però è ancora il socialista a capo del Dipartimento dell’interno che viene percepito come il ministro di maggior peso. Lo menziona a uno dei primi due posti il 65% degli interpellati, certamente ancora per il ruolo da lui avuto durante la pandemia di Covid-19. Il “rating” dei consiglieri federali non è in relazione diretta con le elezioni che si terranno il 22 ottobre ma viene riproposto anche in occasione di questo nuovo barometro. Dopo i due citati, lontano al terzo rango c’è il democentrista Albert Rösti, seguito da Viola Amherd, Guy Parmelin, Ignazio Cassis ed Elisabeth Baume-Schneider. Nella classifica della simpatia, quest’ultima si piazza invece al quarto rango dietro ad Amherd, Berset e Rösti. L’ultimo è Ignazio Cassis.
Metodologia
Al sondaggio di Sotomo hanno risposto fra il 22 settembre e il 5 ottobre 31’850 aventi diritto di voto - 26’274 nella Svizzera tedesca, 4’661 in quella francese e 915 in quella di italiana - contattati direttamente online o attraverso i portali informativi della SSR (inclusa la pagina rsi.ch/info). I risultati sono stati rielaborati con metodi statistici (Iterative proportional fitting) per riequilibrare la rappresentatività geografica, per sesso, per età e in base al comportamento elettorale. Il margine di errore è di 1,2 punti percentuali per eccesso o per difetto.

Notiziario delle 17:00 del 11.10.2023
Notiziario 11.10.2023, 17:08
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Sondaggio SSR, accelera l'UDC
SEIDISERA 11.10.2023, 18:37
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