Ticino e Grigioni

"Abbiamo fatto tutto io e mio fratello"

Le rivelazioni di uno degli attentatori di Boston

  • 24.04.2013, 09:57
  • 4 maggio, 12:04
Tsarnaev ceceni attentato Boston 15.04.2013 ky.JPG

"Non ci sono gruppi stranieri dietro l'attentato di Boston. Abbiamo fatto tutto io e mio fratello: lui era la mente". Sono le prime rivelazioni di Dzhokhar Tsarnaev, il 19enne ceceno arrestato dopo l'imponente caccia all'uomo scattata per le bombe alla maratona di lunedì scorso che hanno ucciso tre persone, ferendone oltre 200.

Il presunto terrorista è sempre in ospedale, ma le sue condizioni migliorano. Ferito alla gola, non è ancora in grado di parlare. Dal letto dove viene tenuto intubato e sedato dai medici continua però a rispondere agli investigatori con cenni del capo e per iscritto, su un quaderno.

"Volevamo punire l'America per le sue guerre"

Dzhokhar ha dichiarato: "È stato mio fratello a pianificare l'attentato. Sosteneva che l'Islam fosse sotto attacco e che i jihadisti avessero il dovere di reagire, attaccando a loro volta". Alla domanda 'perché Boston?' il ragazzo ha risposto: "Per punire l'America per le sue guerre. Quella in Iraq, quella in Afghanistan".

Stando a fonti investigative, al momento anche gli inquirenti tendono ad escludere un coinvolgimento dall'estero nell'attentato, ma le affermazioni del giovane devono ancora essere verificate, così come si sta ancora indagando sulla vita dell'altro attentatore, Tamerlan Tsarnaev, 26 annni, rimasto ucciso nel conflitto a fuoco con la polizia.

Gallery video - "Abbiamo fatto tutto io e mio fratello"

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare