Ticino e Grigioni

Addio ai vitalizi nei Grigioni

Accolta da quasi due terzi dei votanti l’iniziativa dell’UDC per la soppressione delle rendite a vita per gli ex consiglieri di Stato - Il controprogetto è stato respinto

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I cinque attuali membri del Consiglio di Stato grigionese

I cinque attuali membri del Consiglio di Stato grigionese

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Di: ATS/pon 

Gli ex consiglieri di Stato grigionesi non riceveranno più in futuro alcun vitalizio. Il corpo elettorale ha messo fine domenica al regime delle rendite vita natural durante, accogliendo con il 65,36% dei voti un’iniziativa dell’UDC che prevedeva la fine del privilegio per i membri in carica al momento dell’entrata in vigore del testo e per quelli futuri. Il controprogetto del Gran Consiglio, che voleva limitare la rendita a tre anni dopo la fine del mandato, è stato bocciato dal 52,81% dei votanti. La partecipazione ha raggiunto il 41,89%.

Secondo il regolamento attuale, a un membro del Governo viene concesso il 3,5% dell’ultimo stipendio annuo, e questo per ogni anno trascorso di carica. Dopo dodici anni di attività nell’esecutivo - il limite massimo permesso dalle norme in vigore, un unicum in Svizzera - ciò che corrisponde a una pensione annuale di circa 113’000 franchi (il 42% di 269’000 franchi). La legge prevede tuttavia una riduzione della prestazione se il reddito da attività lucrativa, sommato alla rendita vitalizia, supera il precedente stipendio quale consigliere di Stato.

Accogliendo l’iniziativa democentrista intitolata “Basta con il paracadute dorato per i membri del Governo - no alla pensione vita natural durante”, osteggiata da tutti gli altri partiti, il popolo ha dunque abolito qualsiasi prestazione.

L’UDC in campagna ha sostenuto che il sistema attuale è “da tempo superato e inutile”. Grazie alla loro notorietà e alle loro competenze, i membri del Governo possono trovare rapidamente un nuovo impiego e non hanno bisogno di questi soldi. Inoltre, durante il loro mandato guadagnano un importo che permette di prevedere investimenti nella previdenza.

Per i contrari, invece, l’iniziativa era “estrema, inutile, fuorviante e dannosa”. Centro, PLR, Verdi liberali, PS e Verdi avevano promosso il controprogetto che prevedeva il mantenimento di una prestazione transitoria. In questo modo sarebbe stata garantita l’indipendenza dei consiglieri di Stato, hanno fatto valere in campagna. Anche i Cantoni San Gallo e Berna hanno introdotto un modello simile. L’abolizione completa, affermavano, avrebbe favorito i conflitti di interesse perché i membri del Governo dovranno cercare un lavoro durante il loro mandato, cosa che indebolisce la loro indipendenza.

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Notiziario 30.11.2025, 15:00

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