Ticino e Grigioni

Brissago: la difesa non ci sta

La donna accusata dell’assassinio del 30enne, ritenuta capace d’intendere e volere, produrrà una perizia psichiatrica di parte

  • 29.07.2014, 17:41
  • Ieri, 13:33
I fatti risalgono al 3 ottobre scorso

I fatti risalgono al 3 ottobre scorso

  • © Tipress

La 32enne arrestata assieme al compagno per il delitto di Brissago non poteva essere, al momento dei fatti, completamente capace d’intendere e volere, come sostiene la perizia giudiziaria.

La difesa, rappresentata da Giorgia Maffei, ne è convinta; tanto che, dopo essersi vista respingere dal ministero pubblico la richiesta di nominare due nuovi esperti, ha commissionato una perizia psichiatrica di parte. Il rapporto verrà allestito dal dottor Ambrogio Pennati, specializzato in psicopatologia forense, che negli scorsi mesi aveva già contestato l’attendibilità dei referti consegnati alla magistratura.

Il 3 ottobre scorso – ricordiamo – la donna e l’amico andarono a casa del 30enne di Brissago. Tra i tre scoppiò una furibonda lite, che portò alla morte dell’uomo. Lei, come detto, è stata ritenuta del tutto lucida. A favore del 25enne l’altro perito romando designato dalla procura ha ravvisato invece una grave scemata responsabilità.

Francesco Lepori

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