Uno dei due autori del delitto di Brissago deve beneficiare di una grave scemata responsabilità (che potrebbe equivalere a uno sconto di pena del 75%). Lo sostiene la perizia giudiziaria commissionata per far luce sullo stato dell’uomo che il 3 ottobre scorso, assieme all’amica, uccise il 30enne. Il rapporto parla di perdita di controllo legata all’assunzione di alcol e droga. Nelle fasi successive all’assassinio – ha precisato il dottor Umberto Giardini – il 25enne accusato era invece completamente capace d’intendere e volere.
Lei capiva
Completamente capace, per tutta la durata dei fatti, la donna. La 32enne - sostiene la dottoressa Alessandra Canuto – era perfettamente in grado di comprendere il carattere illecito dei propri atti, a prescindere dalla cocaina e dagli alcolici consumati, con il complice, nelle ore precedenti. Sulle due perizie le parti potranno chiedere ora eventuali delucidazioni.
Francesco Lepori
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