Il Tribunale federale, con altrettante sentenze pronunciate il 3 agosto e pubblicate oggi (martedì), ha respinto i tre ricorsi presentati contro la sentenza in appello nei confronti di Reto Brunett e di Roland Zimmerli, pronunciata alla metà di luglio dello scorso anno. La condanna dell'ex direttore dell'Azienda elettrica ticinese a 12 mesi di carcere e a una pena pecuniaria, il tutto con la condizionale, è dunque definitiva.
La vicenda è nota: i due erano stati processati per infedeltà nella gestione pubblica in relazione alla cifra spesa dall'AET per acquistare la ZET, società di proprietà di Zimmerli. Il prezzo sarebbe stato gonfiato, 4,5 milioni di franchi invece di 560'000. Entrambi i protagonisti erano stati ritenuti colpevoli in prima istanza, mentre in seconda Brunett era stato scagionato da parte delle accuse e Zimmerli prosciolto.
L'ex direttore aveva ricorso puntando alla completa assoluzione, mentre AET e il procuratore generale John Noseda chiedevano l'annullamento del secondo verdetto, auspicando rispettivamente la conferma della precedente condanna e un nuovo giudizio.
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L'Azienda elettrica ticinese, in un comunicato, prende atto della sentenza, ricordando pure che Brunett era stato giudicato civilmente responsabile per il danno causato.
Quotidiano del 25.08.2015: Condanna confermata







