Ticino e Grigioni

"Contabilità creativa" nei locali di Bravo

Processo Movida: Zali parla di "calderone". La replica, "in 20 anni di gestione mai una denuncia"

  • 27.05.2013, 14:17
  • 4 maggio, 12:15

L'inizio della prima giornata del processo a carico di Hector Bravo Moron e Paolo Guarnieri per la vicenda del Nyx è stato col botto. "Il rapporto di polizia contenuto nell'atto di accusa presenta fatti totalmente estranei alla vicenda. Chiedo quindi formalmente lo stralcio, da pagina nove a pagina ventisette, di diversi punti. Noi siamo qui per cercare la verità. Stiamo dunque ai fatti del Nyx", ha detto in entrata di processo l'avvocato difensore di Paolo Guarnieri, Roberto Macconi. "Non possiamo portarci dietro elementi di colore totalmente estranei ai fatti del Nyx".

"L'avvocato Macconi è restato al vecchio codice penale. Con quello nuovo non si può più sottrarre documenti dall'incarto", ha replicato il PG John Noseda. "L'inchiesta parte dai fatti di Bissone, di conseguenza tutto quello che c'è nell'incarto deve rimanere".

La Corte si è presa dieci minuti di tempo per decidere se accettare o meno la richiesta di Macconi. "Non posso decidere prima cosa sia utile e cosa no. L'istanza della difesa è dunque respinta", ha però tagliato corto il presidente della Corte Claudio Zali.

L'inchiesta

"L'inchiesta inizia nel febbraio del 2012. Alla polizia giunge voce che al Nyx gira cocaina", spiega Zali. La voce giunge da due persone. Giunge poi voce di truffe, di pagamenti in nero e di altri reati finanziari. Parte l'inchiesta e i due imputati vengono arrestati. Nell'accusa non si parla di stupefacenti, ma di 17 altri reati sia finanziari sia legati ad episodi di violenza.

I tempi del processo

"Confido che i dibattimenti possano finire entro tre giorni. Per la sentenza possono essere necessari alcuni giorni in più", ha poi aggiunto Zali.

La storia di Bravo

"Ho gestito locali per 20 anni e non ho mai avuto problemi. Sono incensurato. E con la mia attività ho aiutato il turismo a Lugano", ha esordito l'imputato. "Come mai è venuto in Svizzera? Ha dovuto scappare dal Perù?", ha chiesto Zali. "Sì, ho chiesto asilo politico", ha replicato. Il presidente della Corte gli ha poi chiesto di fare luce sul mancato pagamento di fornitori e tasse. "Avevo uno stipendio di 10-15’000 franchi al mese e tutto quello che ho guadagnato l'ho sempre reinvestito nei miei locali", ha spiegato Bravo.

La storia di Guarnieri

"Sono di formazione geometra, ho frequentato ingegneria e poi ho iniziato a lavorare come consulente commerciale”. Guarnieri ha poi spiegato che, dopo alcune difficoltà finanziarie con una società italiana di servizi e beni di lusso, nel 2009 è arrivato in Ticino per lavorare per il Casinò di Lugano. Zali gli ha poi chiesto di fare luce sulla sua situazione economica. "Prima era buona, ora non più", ha replicato Guarnieri.

I problemi finanziari di Bravo

Dopo una breve pausa il dibattimento è ricominciato con Zali che ha cercato di fare luce sulla situazione finanziaria di Bravo, e sull'accusa di ripetuta amministrazione infedele aggravata, passando in rassegna la situazione dei suoi vari locali, praticamente sempre in perdita, tra il 2008 ed il 2012. “In pratica lei rastrellava i contanti e non li contabilizzava", ha chiesto Zali. "Sì, ma li ho sempre usati per pagare i debiti delle mie società", ha spiegato Bravo. Insomma "un calderone", ha riassunto il giudice. "Questa è contabilità creativa, secondo me", ha rincarato la dose Zali.

Joe Pieracci

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