Ticino e Grigioni

Dieci comuni per una nuova Bellinzona

Istanza di aggregazione fra quattro mesi

  • 03.07.2012, 19:31
  • Ieri, 11:42

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Otto comuni ad inizio conferenza stampa (Bellinzona, Cadenazzo, Giubiasco, Gnosca, Gudo, Moleno e Sementina, oltre a Claro che sta in Riviera), dieci alla fine, dopo le dichiarazioni di adesione dei rappresentanti di Gorduno e Arbedo-Castione: il progetto di aggregazione del Bellinzonese è sulla rampa di lancio.

di Stefano Pongan

“Nessuno da solo può affrontare le nuove sfide ambientali e di mobilità”, ha sottolineato il sindaco di Bellinzona Mario Branda, che si rallegra però dell'entusiamo riscontrato ed esprime l'auspicio che contagi anche la popolazione.

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I dieci comuni si sono concessi un ultimo periodo di riflessione di quattro mesi, al termine del quale partirà l’istanza di aggregazione all’indirizzo del Consiglio di Stato, avvio di un processo che condurrà alla votazione consultiva.

Altri comuni in attesa

Nel frattempo, altre località potrebbero saltare sul carro: Camorino, Pianezzo, Preonzo e Sant'Antonio sono intenzionati a proseguire la fase di studio già avviata nella scorsa legislatura e si riservano di unirsi ai firmatari dell’istanza. Alla finestra c’è Lumino, che vista la sua posizione discosta all’estremità orientale del distretto attende di conoscere la decisione dei vicini.

Claro guarda a sud

Di questi Claro, sebbene appartenente a un altro distretto, si sente strettamente connesso alla realtà bellinzonese ed è convinto della bontà del progetto, secondo il sindaco Roberto Keller.

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Si parte con chi è sicuro

Arbedo-Castione, invece, è della partita malgrado non ci sia unanimità in Municipio. E in proposito oggi il sindaco di Giubiasco Andrea Bersani (e con lui Branda) ha molto insistito sull’importanza di conquistare l’appoggio politico e della popolazione, cui spetterà l’ultima parola. Chi non ha la sicurezza di poter compiere il passo, insomma, è meglio che non corra il rischio. “Un inciampo” in votazione, anche in un solo comune (a dipendenza di quale), “potrebbe portare all’abbandono del progetto”, ha ricordato Bersani: “prima di lanciarsi dall’aereo” è quindi bene “accertarsi che nel sacco ci sia il paracadute”.

Prediletta la soluzione a tappe

Ci sarà sempre tempo per unirsi in seguito: fra gli scenari analizzati nello studio commissionato a Michele Passardi, il prediletto rimane quello denominato C3, ovvero a tappe attorno a un primo nucleo centrale, come avvenuto per Lugano e Mendrisio. Uno scenario che però, come sottolinea Bersani, potrebbe finire con l’assomigliare molto al C1 (tutti insieme subito).

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Così, pur partecipando allo studio, restano per il momento in disparte Sant’Antonino e Monte Carasso. I timori del primo sono riassunti dalla vicesindaco Simona Zinniker: la popolazione non è stata ancora sufficientemente coinvolta e l'importante differenza di moltiplicatore potrebbe far sorgere qualche resistenza.

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